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di Camillo Langone

Prima i cani italiani

Vengano emendati gli emendamenti, affinché gli sgravi fiscali richiesti non siano concessi a tutte le razze di animali domestici ma solo a quelle autoctone
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15 NOV 18
Immagine di Prima i cani italiani

Bracco italiano. Foto via Pxhere

Emendamento per un sovranismo canino. Gli emendamenti proposti dall’intergruppo parlamentare animalista (capeggiato da Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia ma composto da signore di tutti i partiti di governo e opposizione) sono un esempio di globalismo zoologico: essendo riferiti sia ai cani di razza autoctona che a quelli di razza alloctona risultano omologanti, indifferenti all’identità italiana. Dunque vengano emendati gli emendamenti, affinché gli sgravi fiscali richiesti non siano concessi a tutte le razze indistintamente ma solo alle razze nazionali ossia bolognese, bracco italiano, segugio italiano, segugio maremmano, pastore bergamasco, pastore abruzzese, cirneco dell’Etna, lagotto romagnolo, spinone, eccetera. I cani ci insegnano la fedeltà: ci si dimostri fedeli alle bellissime razze sviluppate con sforzo e sapienza dai nostri avi.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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