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Canfora non sa di cosa parla, Aristotele era un razzista e schiavista

La disonestà intellettuale del grecista che commenta la versione di greco alla seconda prova dell’esame di maturità

21 Giugno 2018 alle 18:40

Canfora non sa di cosa parla, Aristotele era un razzista e schiavista

Un busto di Aristotele

Non violentassero anche Aristotele. Gli invasionisti dopo aver tirato il Nazareno per la tunica, adesso arruolano a forza lo Stagirita. Il grecista Luciano Canfora commenta la versione di greco dell’esame di maturità, un brano innocuo dell’Etica Nicomachea, come se fosse “Fischia il vento / infuria la bufera”, il canto di guerra di un nuovo antifascismo. Non ricordavo tanta disonestà intellettuale da quando Antonio Tabucchi si inventò che Pessoa, autore di un libro intitolato “L’interregno. Difesa e giustificazione della dittatura militare in Portogallo”, fosse un sincero democratico. Perché Aristotele era un razzista, uno schiavista, come può verificare chiunque legga la sua “Politica”. Era un uomo d’ordine che scrisse in difesa dei muri e della monoetnia: “Quanti hanno accolto uomini d’altra razza, la maggior parte sono caduti in preda alle fazioni”. Aristotele è il “maestro di color che sanno”, Canfora è il professore di quelli che di Aristotele non ne sanno una mazza.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    23 Giugno 2018 - 18:06

    Più che altro Aristotele, lodando l'amicizia, nega il valore della lotta di classe... Con tanti saluti ai marxisti e ai loro epigoni (che infatti hanno detestato Aristotele). Qualcuno spieghi a Canfora che la vecchiaia fa straparlare. Ma del resto il mondo universitario italiano è quello che è.

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  • albertoxmura

    22 Giugno 2018 - 10:10

    "Perché Aristotele era un razzista, uno schiavista, come può verificare chiunque legga la sua “Politica”". Che facciamo? Come gli americani con le statue di Cristoforo Colombo? Cancelliamo Aristotele dai libri scolastici, che non sia più nemmeno nominato in tutte le scuole e in tutte le università? Damnatio memoriae. Ma davvero si può giudicare con i valori del presente un uomo vissuto più di 2300 anni fa? I due libri sull'amicizia dell'Etica a Nicomaco sono molto profondi ed educativi, ma non hanno nulla a che vedere con l'attualità politica. Sbaglia Canfora, ma sbaglia anche Langone. Termini come "schiavista" e "razzista", per le quali non esistono nemmeno le parole appropriate in greco antico, hanno una connotazione fortemente negativa che è del tutto inapproriata per valutare il pensiero politico di Aristotele, uomo del suo tempo come noi lo siamo del nostro. Senza con ciò cedere ad alcun relativismo storico esasperato.

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    • GianniM

      GianniM

      22 Giugno 2018 - 11:11

      Si può tranquillamente ricordare che Aristotele era razzista e schiavista senza per questo invocarne la damnatio memoriae, proprio perché il suo pensiero va contestualizzato. Resta il più grande filosofo di ogni epoca, che ha elaborato categorie di pensiero necessarie ancor oggi a esprimere ogni discorso etico, anche per giungere a conclusioni diverse da quelle cui giunse lui. Però contestualizzare non vuol dire censurare o amputare. Ad ogni modo, anche riletto secondo lo "spirito dei tempi", Aristotele non può certo essere assunto a paladino del pensiero neomarxista (forse Platone...) o della società multirazziale.

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  • carlo.trinchi

    21 Giugno 2018 - 20:08

    Canfora ci abbina pure Salvini quale fascista in contrapposizione al brano sull’amicizia. Tutto rispecchia i tempi. Ognuno se la canta e se la sona.

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  • miozzif

    21 Giugno 2018 - 19:07

    Temo che lo pseudoragazzotto pop, buono per recensire la sua musichetta beat, anche in chiave romanzesca, sia incappato stavolta in qualcuno che non riesce proprio a misurare, un uomo colto come al giorno d'oggi non se ne vedono più in giro.

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    • GianniM

      GianniM

      22 Giugno 2018 - 07:07

      Il problema non è che Canfora non conosce Aristotele, ma che - accecato dall'ideologia - scrive come se non lo conoscesse. Citando Saul Bellow: "Tesori d'intelligenza possono essere investiti al servizio dell'ignoranza, quando il bisogno d'illusione è profondo". E questa amara constatazione può farla anche uno pseudoragazzotto pop.

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      • mandraolo

        29 Giugno 2018 - 20:08

        Canfora sarebbe ottimo conoscitore della classicità enon gli mancano certo competenza e ingegno: la sua sventura è stata diventare uomo in un'epoca in cui se non interpetavi anche l'etichetta del Dixan alla luce della dialettica materialista eri tagliato fuori. Il buon uomo non è riuscito a svincolarsene, come tanti che non sanno trovare un'alternativa al sinistrismo ideologico per fondare la propria identità umana. Dare del fascista a chi le conseguenze assurde e distruttive del loro moralismo utipico è sempre stata la loro vanità.

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      • miozzif

        22 Giugno 2018 - 10:10

        È la triste epoca dei grillozzi in cui ragazzi e vecchietti pop si sentono autorizzati, previo controllo su Wikipedia, a disquisire su eccelsi antichisti come se si trattasse del loro barista, ipotizzando anche di atroci accecamenti, mai meditando su un'opera dell'autore in questione, procedendo invece per schemi, alla faccia del sapere. Leggessero almeno le poche pagine della storia della demagogia (Sellerio) scritta dal Professore di Bari, forse basterebbe per mettere in crisi la loro ideologia tv.

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        • GianniM

          GianniM

          22 Giugno 2018 - 11:11

          Esimio, Lei finge di non comprendere che il rilievo – al di là delle iperboli polemiche amate da Langone – non è rivolto al profilo accademico di Canfora, ma alla disinvoltura con cui il professore piega la sua cultura classica all’ideologia politica. Se Lei ne conosce la produzione pubblicistica, ne riconoscerà anche gli accecamenti veteromarxisti (e anche un po’ staliniani), tutt’altro che “ipotetici”. Forse che Lei, quando legge un commento di sociologia, di politica, di economia, attinge devotamente alle tesi dell’autore sulla base del… “curriculum”? Questo sì che sarebbe un totem grillozzo! Un conto è la giusta attenzione da riservare all'autorevolezza culturale e scientifica. Altro conto è l'assenza di senso critico: l’ipse dixit, un tempo riservato proprio allo Stagirita, mi sembra fuori luogo per il classicista barese. Lei che fa se incontra un parere opposto di altro esimio cattedratico, poniamo liberista? Nel dubbio non... attinge più, emulo dell’asino di Buridano?

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        • miozzif

          22 Giugno 2018 - 18:06

          Un classicista liberale? Un ossimoro?

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