Che senso ha leggere un libro porno nel 2018?

Contro il nuovo puritanesimo, riscoprire “Giorni tranquilli a Clichy” di Henry Miller

15 Giugno 2018 alle 06:00

Che senso ha leggere un libro porno nel 2018?

Una scena di Giorni felici a Clichy, film del 1990 di Claude Chabrol

Giorni tranquilli a Clichy” di Henry Miller (Adelphi) è un porno. Proprio in senso etimologico: descrive nei dettagli rapporti mercenari. Da quant’è che non leggevo un porno? Da tanto. Che senso ha leggere un libro porno, per quanto d’autore, nel 2018? Ne ha meno che nel 1958 e ne ha più che nel 2008 (come ricorda l’astuta controcopertina sono “pagine che forse davvero oggi nessuno oserebbe più scrivere”). Un nuovo puritanesimo ha ridotto drasticamente la libertà di espressione e non mi sovviene uno scrittore che in un testo autobiografico possa oggi definire una donna “bel pezzo di carne fresca che aspettava di essere salata e affettata”. Si legga o si rilegga Henry Miller per tornare all’epoca in cui il corpo femminile suscitava siffatto entusiasmo.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Giugno 2018 - 13:01

    Caro Camillo da giovinetto anchio cercavo con premura le riviste porno.Quando le avessi avute ( copywrith Di Maio) mi accorsi che era come guardare una foto per minuti ore .Tutte le rivisti e i video porno erano ostinatamente uguali.Una noia mortale.

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  • carloalberto

    15 Giugno 2018 - 08:08

    Bah, non vedo invece come possa definirsi letteratura lo sfogo stampato delle proprie ossessioni. Oltretutto siamo assediati dall'erotismo: Langone, non se ne accorge?

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