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Bruciate le Bibbie in italiano, così i cardinali potranno continuare a parlare

L'interpretazione invasionista del cardinale Ravasi del libro dell’Esodo. Che è un testo ferocemente monoculturale. Di più, monoreligioso

15 Marzo 2018 alle 06:00

Bruciate le Bibbie in italiano, così i cardinali potranno continuare a parlare

Foto Pixabay

Sua Eminenza Cardinal Ravasi suggerisca al Papa di far bruciare tutte le Bibbie in italiano e di tornare all’anno di grazia 1470, un anno prima della prima traduzione nella nostra lingua della Parola di Dio. Solo così la sua interpretazione invasionista del libro dell’Esodo (vedi intervista apparsa ieri sul Giornale) potrà apparire vagamente credibile. Finché il libro che narra l’uscita degli Ebrei dall’Egitto sarà comprensibile a tutti, tutti potranno verificare che è un testo ferocemente monoculturale. Di più, monoreligioso: “Quando il mio angelo camminerà alla tua testa e ti farà entrare presso l’Amorreo, l’Hittita, il Perizzita, il Cananeo, l’Eveo e il Gebuseo e io li distruggerò, tu dovrai frantumare le loro stele”. Altro che dialogo! Altro che accoglienza! L’Esodo è il libro della pulizia etnica: “A poco a poco li scaccerò dalla tua presenza […] essi non abiteranno più nel tuo paese, altrimenti ti farebbero peccare contro di me”.

Ovviamente si può essere marcionisti seguendo l’eresia di Marcione che immaginava il Dio dell’Antico Testamento malvagio e diverso dal Dio del Vangelo. Ma allora l’Antico Testamento non va più citato se non per condannarlo oppure, ipocritamente, gesuiticamente, va seppellito dentro qualche lingua morta, il latino o ancor meglio il greco antico (ideale sarebbe l’aramaico). Affinché i cardinali continuino a parlare, il Signore sia messo a tacere.

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Commenti all'articolo

  • giorgio.coen

    15 Marzo 2018 - 12:12

    Non vedo lo scandalo dato che quello che e' scritto nelle sacre scritture non può essere considerato parola di Dio ma degli uomini ispirati dalla loro percezione del Dio allora esistente. Solo gli ebrei ortodossi più estremisti ritengono che i concetti li espressi facciano testo e debbano essere accettati così come sono. Viceversa esiste una contestualizzazione, una interpretazione da aggiornare costantemente che se così non fosse entrerebbero in contraddizione i libri dei grandi profeti su cui si basa principalmente il portato morale dell'ebraismo.

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    • giorgio.coen

      16 Marzo 2018 - 16:04

      al concetto di fede assoluta nelle parole scritte va opposto il concetto di bacino culturale di riferimento in cui la trascendenza e' una qualche aspirazione esistente secondo le modalità e le visioni della propria cultura senza necessariamente una fede schiacciante in un lieder o figura prestgiosa. D'altronde non ha senso crearsi una figura divina minore e sostutiva che risponda alle esigenze di nostre insicurezze. Dio va affrontato anche nella sua indecifrabilità.

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    • GianniM

      GianniM

      16 Marzo 2018 - 08:08

      Ok l'interpretazione, ma questa ha metodi e confini ben precisi. Non bisogna fermarsi al significato letterale; ma quando il significato proposto ignora quello letterale, o addirittura è in aperta contraddizione, significa semplicemente che quello analizzato non è più considerato un testo "sacro", parola di Dio, ma solo un documento storico sulla religiosità di un popolo. Roba da antropologi scettici, non da credenti (sia pure dotati di senso della storia).

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  • giantrombetta

    15 Marzo 2018 - 09:09

    Carissimo Camillo, all’oratorio mi insegnarono che loro Eccellenza i Cardinali erano i più autorevoli testimoni, interpreti e predicatori della parola del Signore e del suo primo comandamento: non avrai altro Dio all’infuori di me. Tempi remoti?

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