Preghiera contro il filetto e l'orata

Il 4 agosto ci sarà la Notte Bianca del cibo, l'occasione giusta per combattere la chiusura della mente gastronomica italiana

22 Febbraio 2018 alle 06:06

Preghiera contro il filetto e l'orata

Bella la data del 4 agosto per la Notte Bianca del Cibo Italiano, annunciata col necessario anticipo dai ministri Martina e Franceschini: il colmo dell’estate e il compleanno di Pellegrino Artusi. Si onori il sommo gastronomo romagnolo mettendo in tavola, nell’insieme delle nostre città, tutte le 766 ricette del suo celeberrimo ricettario. C’è un gran bisogno di varietà. Si tende a credere che le cucine straniere, le nuove tecniche, gli ingredienti esotici, le riscoperte slow stiano ampliando il ventaglio gastronomico. Non è vero, o non lo è complessivamente: cuochi e ristoratori mi raccontano che i clienti sempre più di rado si scostano da filetto e branzino (o da orata e tagliata).

 

Non suscitano perplessità solo le frattaglie o i pesci dai nomi poco sentiti, fa paura anche l’ossobuco... Tanti anni di cuochi in televisione, di Farinetti e di Petrini, di guide e di rubriche (comprese le mie), ed eccoci alla chiusura della mente gastronomica italiana: nei ristoranti di ogni livello mezzo menù viene sistematicamente ignorato e conseguentemente buttato nella spazzatura. Alla lunga l’offerta non può non adeguarsi alla domanda e infatti la tendenza è il menù unico, uguale ovunque con insignificanti variazioni: filetto e branzino, orata e tagliata... Prego che la notte del 4 agosto ricompaiano sulle tavole italiane, sfruttando l’entusiasmo dell’evento, il cignale dolce-forte e lo storione in fricandò, la zuppa di ranocchi e i granelli fritti, lo sformato di fagiuolini e i cardoni con la balsamella...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    22 Febbraio 2018 - 22:10

    Beati voi, palati ipersensibili capaci di degustar sublimi prelibatezze... vi invidio, come invidio i cultori della musica dodecafonica, per me inascoltabile. Essì che da bambino sull'aia mi divertivo a divertire la combriccola tirando fuori dall'ocarina le arie di Verdi a valzerotti : la donna è mobbile.. hollé! Perciò sabato quattro agosto se tutto va bene, a Roncole, siederò sulla panca di una delle infinite tavolate all'aperto, tra residue rubizze facce della mia Bassa, a degustarmi - già col naso! - una fondina colma e fumante delle "cotiche" coi fagioli e nevicata di parmigiano abbondante, bottiglia di lambrusco per candela, così come sempre, da annosa, modesta e rurale ma felice e fedele tradizione. Piatto giusto a sfidare il solleone, o no?! Ognuno si delizia come può: a voi l'alta cucina, a noi - della Bassa - quella bassa. Ma potessi, passarla così paro paro, ai miei figli, e nipoti, e nipoti dei pronipoti!...

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  • Messiepascal

    22 Febbraio 2018 - 21:09

    È facile scrivere ricette utilizzando solo filetto e tagliate ,Il bovino è fatto di tantissimi altri tagli succusi e buonissimi ma nessuno ne parla e macellai come m'è che vanno in campagna a selezionare bovini dal produttore rischiano di scomparire

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  • giantrombetta

    22 Febbraio 2018 - 08:08

    Vai sul difficile, caro Camillo. E’ questo il tempo sciagurato del trionfo dei Twitter e degli sms. Non si scrive più una cartolina, figurarsi una lettera.

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