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I salmi censurati

Le preghiere scomparse per rendere le liturgie più comprensibili

7 Febbraio 2018 alle 06:20

Davide, re d’Israele e santo del Calendario, vincitore di Golia e antenato di Cristo, dovevo immaginarmelo ma non lo sapevo e l’ho scoperto grazie a “Salmi censurati” di André Wénin (EDB): la Chiesa ti ha imbavagliato. E non è stato Papa Francesco bensì Paolo VI, nel 1971, siccome il rinnegamento della Bibbia è una storia vecchia che ebbe un’accelerazione quando nella liturgia entrarono le lingue nazionali. I preti volevano risultare più comprensibili ma presto si accorsero che l’oscurità aveva i suoi vantaggi. Finché i tuoi salmi 58 e 109 erano in latino, nessun problema. Quando si cominciarono a leggere in italiano cominciarono i dolori: divenne evidente che non erano compatibili con l’edulcorato, e molto inventato, cattolicesimo post-conciliare. E allora zac, censura, via dalla liturgia delle ore, via ovviamente dalle prediche. Io non ti rinnego, Davide, e da quando so che ti hanno censurato ripeto più spesso le tue sante parole: “Il giusto laverà i piedi nel sangue dei malvagi”.

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  • GianniM

    GianniM

    08 Febbraio 2018 - 09:09

    Oltre ai testi sacri che vengono occultati perché, tradotti, urtano una certa sensibilità moderna, ci sono anche le traduzioni edulcorate. Il “Dio degli eserciti” (Yahweh Sabaoth) diventa nel Santo il “Dio dell’universo”. Il “non indurre in tentazione” del Pater (nel testo originale greco "eisenènkes" è voce del verbo "eisfero", che significa proprio "indurre, introdurre") diventa, dopo duemila anni, “non abbandonarci alla tentazione”. Ci sarebbe anche il caso dell'ultima parola del Pater: l'originale greco, infatti, recita "liberaci dal Maligno" ("apò tu ponerù"), non "dal male" (ma qui fu già San Girolamo a edulcorare/fraintendere). Una traduzione deve essere fedele all'originale, senza la pretesa di rendere superfluo il lavoro di interpretazione (soprattutto se questa pretesa nasce per evitarci i 'turbamenti' di un significato complesso…).

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