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Cosa dice Vicenza sul lusso italiano

Vicenza è la città del Palladio che fu grande studioso di Vitruvio, l’architetto della triade firmitas-utilitas-venustas: che i produttori italiani del lusso oltre alla venustas pensino alla firmitas, senza la quale non c’è molta utilitas

20 Gennaio 2018 alle 06:10

Cosa dice Vicenza sul lusso italiano

Foto LaPresse

Nei giorni di VicenzaOro sono in provincia di Vicenza, per altri motivi. In fiera non ci vado perché ho appena scoperto un sito fantastico, Collector Square, dove si vendono beni di lusso usati per uso investimento: gioielli, orologi, borse. Ogni categoria è preceduta da un elenco di 11 modelli iconici, quelli che più mantengono il loro valore nel tempo. Fra gli orologi nessun modello iconico è italiano. Fra i gioielli un solo modello iconico è italiano, l’anello Bulgari B.Zero1 (a parte che Bulgari è un marchio del gruppo francese LVMH). Anche fra le borse un solo modello iconico è italiano, la Fendi Peekaboo (a parte che pure Fendi è un marchio del gruppo francese LVMH).

 

Vicenza è la città del Palladio che fu grande studioso di Vitruvio, l’architetto della triade firmitas-utilitas-venustas: che i produttori italiani del lusso oltre alla venustas pensino alla firmitas, senza la quale non c’è molta utilitas (il bene che costa migliaia di euri quando lo compri e pochi spiccioli se lo rivendi non è vero lusso, è vero danno).

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  • GianniM

    GianniM

    22 Gennaio 2018 - 14:02

    Mi permetto di dissentire. Dubito che la firmitas di Vitruvio, vale a dire la solidità e durevolezza (delle costruzioni), possa essere intesa anche come tenuta nel tempo del valore economico (sia pure di un bene non architettonico). Soprattutto, attenzione a non capovolgere il concetto di utilitas, che veniva inteso come funzionalità: il bene deve dare un beneficio con il suo uso, e non con la sua (ipotetica) capacità di produrre guadagni o ridurre le perdite in caso di rivendita. Il desiderio di preservare il valore economico è ancor più distante dal concetto di “lusso” (che peraltro i Romani consideravano una forma di mollezza orientale), il quale diventa status symbol in quanto esprime proprio la capacità di spesa. L’idea che spendere in un bene di lusso possa essere un “investimento” è una distorsione recente prodotta dal marketing, per allargare la platea degli acquirenti.

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    • GianniM

      GianniM

      22 Gennaio 2018 - 15:03

      Quanto a Collector Square, le classifiche dei modelli “iconici” non sono attendibili: né per qualità (tecnica, estetica, storica), che dovrebbe essere il parametro più importante nella valutazione, né per capacità di tenere il valore economico nel tempo. Se applichiamo quest’ultimo parametro – peraltro molto discutibile e aleatorio - agli undici orologi indicati dal sito in questione, mancano i due più ricercati dal mercato (Rolex Daytona e Patek Nautilus) e sono presenti modelli insignificanti (Chanel, Hermès).

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  • fabriziocelliforli

    20 Gennaio 2018 - 19:07

    Mi scusi per l'ennesimo fuori tema. Come Ella saprà è morto LO Chef Bocuse. Attendo da Lei adeguata commemorazione, che se non ci sarà è uguale ma..

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