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Il primo ingrediente di Masterchef è il male

Antonia Klugmann è un master e ha dovuto dimostrarlo superando una prova di iniziazione che somiglia a un episodio di nonnismo

21 Dicembre 2017 alle 06:23

Il primo ingrediente di Masterchef è il male

Antonino Canavacciuolo, Antonia Klugmann, Bruno Barbieri, Joe Bastianich

“Il bello di questo lavoro è che non ci sono differenze di genere quando presenti il tuo piatto in tavola” proclama, con sovrano disprezzo dell’evidenza, Antonia Klugmann, la colonnella Klugmann del programma Masterchef. Lei è un master, chiaro, e trattandosi di televisione squisitamente bdsm ha dovuto dimostrarlo superando una prova di iniziazione che somiglia a un episodio di nonnismo, come racconta il compiaciuto Bruno Barbieri: “Abbiamo voluto testarla trattandola non proprio bene”. Dunque il primo ingrediente di Masterchef è il male: altro che riso, radicchio, pepe di Sichuan. La colonnella Klugmann è una maestra severa che dopo la lezione di gender ne assesta una di etica: “Essere attenti all’ambiente è un obbligo!”. Ai distratti, ai refrattari, a chi si oppone all’avanzata del moralismo gastronomico è diretta la sua sfuriata: “Io sono spaventata dalle persone che credono di poter fare a meno di queste preoccupazioni ambientali: sono antichi, inadeguati, poco alla moda, fuori da ogni gioco”. Dice proprio così, e con un tono che mette spavento, altro che spaventata, la colonnella Klugmann. Diserti chi può.

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  • Marzia

    Marzia

    22 Dicembre 2017 - 12:12

    Sempre stato il male il sale alla moda di.masterchef e , con esso, il pepe dei pettegolezzi, degli intrighi e delle furbate. Copione vissuto e già visto. Personalmente, mi sono fatta già un ' idea di chi andrà avanti tra i concorrenti della prima tranche. Scommettiamo che il rustico e presuntuoso abbruzzese arriverà terzo? Non aveva, comunque, tutti i torti quando, a modo suo, sminuiva una cucina che vince facile e vuole sembrare complessa. Personalmente tifo per quella che potrebbe essere la mia replica anche se molto più logorroica e diversamente strutturata: la ragazza delle favole. Un caro saluto Marzia Bellino.

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    • Marzia

      Marzia

      22 Dicembre 2017 - 15:03

      Pardon: arriverà quinto

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  • perturbabile

    21 Dicembre 2017 - 21:09

    Antichi, fuori moda e soprattutto fuori da 'ogni' (?) gioco. Questa, per Langone, Gianni e me è la giornata dei migliori tra i riconoscimenti. Inadeguati: con slancio! Un senso di inadeguatezza che deriva dal sapere che si può fare meglio, specie in un lavoro dal campo vasto che fa sentire 'appena sufficienti'; e nel dubbio di noi stessi coviamo la riflessione critica, che a volte ci conduce, increduli, in prossimità degli obiettivi. Fuori dai giri: si, strafuori. E magari tentati dalle serare domestiche e dalla ricetta 'PATATE LESSE di casa a tivù spenta'. Lesse. Spenta. Come noi, ovvio, altrimenti dov'è la libidine. No, Gianni?

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  • GianniM

    GianniM

    21 Dicembre 2017 - 14:02

    Gli anatemi della colonnella, a dire il vero, anziché turbarmi mi esaltano... Sono "antico"? Ottimo! Compatisco la smania di una "modernità" vuota, che ha la presunzione di rigettare la grandezza della nostra cultura. Sono "inadeguato" rispetto alle pretese del nuovo pensiero unico? Libidine! (Come diceva Jerry Calà). Potrò respirare con più libertà... Non sono "alla moda"? Doppia libidine!! Addirittura "fuori dai giochi" (cioè dagli ingranaggi schiavizzanti)? Doppia libidine coi fiocchi!!!

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