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Le persone non sono più libere di parlare, ma almeno possono indossare un parka

Perché in pubblicità, nelle vetrine e nelle strade vanno forte i marchi di immagine nordica

18 Novembre 2017 alle 06:16

Le persone non sono più libere di parlare, ma almeno possono indossare un parka

Foto tratta dal sito www.napapijri.com

Ho notato che in pubblicità, nelle vetrine e nelle strade vanno forte i marchi di immagine nordica: Woolrich, Canadiens, Canada Goose, Barbour, Moncler, Colmar, North Sails, North Face... Alcuni sono nordeuropei o nordamericani davvero, altri hanno sedi più meridionali e però rimandano visivamente a montagne innevate, foreste di conifere, fiordi... Luoghi incontaminati non solo dal punto di vista paesaggistico: le modelle e i modelli, tanto per capirsi, hanno sempre poca melanina.

 

Le persone non sono più libere di parlare (il multietnico è legge) ma sono ancora libere di vestire e indossando un parka nelle città traboccanti di stranieri, nelle vie dove cozzano diverse lingue e orribili favelle, in stazioni molto più simili a quelle di Lagos che di Lapponia, esprimono il loro bisogno di purezza, il loro desiderio di mondi silenziosi e rarefatti. Voglia di bianco.

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Commenti all'articolo

  • Dario

    Dario

    20 Novembre 2017 - 15:03

    "... orribili favelle". Forse che, per dire, il fiammingo è una lingua musicale? E per alcuni anche il tedesco non è precisamente un suono che accarezza l'anima. Quello di "orribile favella" mi sembra un concetto assai discutibile, fin dai tempi del "De vulgari eloquentia". Quanto alla "voglia di bianco", preferisco pensare che sia una suggestione dell'infantile desiderio del Natale con la neve, che praticamente nella pianura padana non si è visto mai. Però se così è - anche al mio lato ludico piacerebbe molto - anche Langone condivide una porzioncina del Natale da idolatri che lui stesso depreca. Purtroppo per lui, e come lui ben sa, il Natale vero è stata evento di mediorientali, quasi certamente occhi neri e pelle olivastra (sulla bellezza o meno della lingua dell'epoca non mi pronuncio, ma certo era una lingua semitica).

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  • travis_bickle

    20 Novembre 2017 - 12:12

    Il pezzo piu' nazista pubblicato in Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Incredibile. Mi auguro ci siano conseguenze penali, ma temo che non accadra'.

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    • vfiore

      21 Novembre 2017 - 19:07

      credo tu legga pochino. esagerato.

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  • mauro

    19 Novembre 2017 - 11:11

    Quel "voglia di bianco".....(allora Lei allude, diceva Totò) non sarà perseguibile?

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  • Caterina

    Caterina

    19 Novembre 2017 - 09:09

    Le farà piacere sapere che Colmar sta per Colombo Mario, fabbrica in provincia di Milano.

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