Mulè (FI): "La Lega? No a rotture unilaterali sul Patto di stabilità. L’Ue ci ascolti”

Il vicepresidente della Camera frena gli istinti euroscettici di Matteo Salvini:  "Ma Bruxelles faccia di più". E sul fine vita dice: "Serve una norma che rispetti le sentenze della Corte costituzionale e in cui il Servizio sanitario abbia un ruolo. Voterò una legge che rispetti queste condizioni, anche quella del dem Bazoli"

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19 MAY 26
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All’Europa chiede uno sforzo, risposte e maggiore flessibilità. A Matteo Salvini, alla Lega, che minaccia strappi, manda un segnale. “No alla rottura unilaterale del Patto di stabilità”, dice Giorgio Mulè. Il deputato forzista e vicepresidente della Camera pone un freno agli istinti euroscettici, che periodicamente riaffiorano nel Carroccio. “FI è contraria. E anche il governo ha chiarito che non sarà questa la strada”. Ma certamente il tema dell’energia, dell’aumento dei costi, resta sul tavolo. Tanto più dopo la lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni all’Ue, paventando il rischio che Palazzo Chigi possa rinunciare agli investimenti militari senza una revisione più ampia delle clausole su altre necessità. Bruxelles per il momento ha respinto le richieste italiane. “Ci sono dei momenti, come questo, in cui il patto di stabilità deve essere allentato”, osserva Mulè conversando con i giornalisti. Il volto di punta della campagna referendaria per il Sì si affida alla metafora calcistica. “Nelle partite quando fa caldo c’è il cooling break. In questo caso è uguale, c’è troppo caldo. Bisogna fermarsi. Si tratta di risorse che non servono per ricchi premi e cotillon, ma per intervenire su una situazione di emergenza”, aggiunge ancora Mulè, in linea con altri deputati azzurri come il capogruppo Enrico Costa e la responsabile Esteri Debora Bergamini che ieri si sono espressi nella stessa direzione. “Parliamo – dice ancora Mulè – della stessa Europa che ammette una deroga per i fondi Safe, sono 14,9 miliardi euro, permettendo di fare debito per acquistare le armi. E poi dice no sull’energia. Si mettano d’accordo a Bruxelles”.
Il deputato forzista tuttavia non vede, almeno per il momento, uno sconto tra Roma e l’Unione europea. “Quella del governo è una posizione assolutamente legittima, che l’Europa deve ascoltare e su cui deve ragionare”. L’Ue ha risposto ieri che ci sono già dei “cospicui finanziamenti disponibili”, quelli del NextGenUe, quelli dei fondi di coesione e di modernizzazione – circa 95 miliardi. “Ma non basta dire, come ha fatto l’Europa, ‘i soldi ci sono’. Bisogna poterli utilizzare e intervenire subito. Quindi se ci danno modo di utilizzare queste risorse per l’energia, ben venga. Ma se invece ci dicono che sono necessarie procedure per cui la spesa verrà poi autorizzata dall’Ue solo tra sei mesi o un anno, non va bene”, ragiona ancora Mulè. “Perché tra sei mesi magari Trump ha invaso Cuba. E abbiamo un altro problema”, aggiunge il forzista prima di cambiare argomento.
Del resto – dalla legge elettorale alle nomine  e oltre – le questioni non mancano: negli ultimi giorni i vertici di maggioranza (talvolta anche smentiti) stanno diventando più frequenti. E oggi, alle 15 in Senato, ce ne sarà un altro che coinvolgerà i capigruppo, per discutere di fine vita. Tema spinoso a destra, dove a fronte della spinta forzista (e di Marina Berlusconi), si registra il muro dei meloniani, soprattutto (ma non solo). Si cercherà un accordo per evitare che il 3 giugno vada in aula la legge Bazoli, del Pd, con rischio cortocircuito in maggioranza. “La sentenza della Corte costituzionale – dice Mulè – è chiara”. E pone delle dei paletti: “La malattia deve essere irreversibile, le sofferenze devono essere tremende e poi lo stato di coscienza. A fronte di tutto ciò, non si può negare il diritto alla persona di porre fine a sofferenze talmente evidenti. Guai se non fosse così. E aggiungo che in questo percorso il servizio sanitario nazionale non si può tirare indietro e deve esserne parte”. Si troverà una mediazione in maggioranza? “Io voterò a favore di una legge che, contemplando le condizioni della Consulta, garantisce ai cittadini quel diritto di cui anche noi abbiamo bisogno”. Anche fosse la legge Bazoli? “Quale che sia le legge. Se prevede quello che ho appena detto, la voto”.