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Il no al riarmo riavvicina la Lega a Vannacci. Nodo legge elettorale. E Tajani apre alla manovra correttiva
Dal rifiuto del Safe a nuovi interventi sulla sicurezza, l'agenda leghista collima sempre più con quella di Futuro nazionale. E ora il generale chiede di potersi sedere al tavolo sullo Stabilicum. Il vicepremier: "Non escludo manovra correttiva"
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16 MAY 26

Si allontanano da Crosetto e si riavvicinano a Vannacci. Tanto che adesso nella Lega c’è chi pensa che un rientro ufficiale del generalissimo nel centrodestra non sia più fantapolitica. “Dipenderà anche da quelle che saranno le considerazioni che farà il premier Meloni. Noi diremo la nostra e si conosce la nostra idea. Sono dell’idea che non bisogna mai dire mai in politica”, ha detto un paio di giorni fa, pubblicamente, il capogruppo del Carroccio in Senato Massimiliano Romeo. Tanto che gli ex leghisti di Patto nord si sono risentiti. “La ‘Salvini Premier’ è pronta ad allearsi con tutti: sovranisti, nazionalisti, meridionalisti, statalisti… tutti tranne che con l’unico movimento federalista presente e strutturato in tutte le province del Nord: noi”, hanno attaccato i bossiani.
La discussione sull’accesso ai fondi europei del Safe, su cui giovedì il ministro della Difesa ha tirato in ballo il titolare del Mef, rappresenta senz’altro un punto di riavvicinamento con le posizioni vannacciane, visto che il generalissimo ben da prima che lasciasse la Lega ha fatto del contrasto alla strategia di riarmo europeo uno dei suoi cavalli di battaglia. Con la Lega il cui ministro dell’Economia rivendica come le spese militari non siano “una priorità”, insomma, i punti di contatto sono più d’uno. Questo anche perché nel frattempo è lo stesso Salvini ad essersi intestato la battaglia per la revisione del Patto di stabilità. “E l’abbiamo sempre detto che per noi le misure più concrete a sostegno delle famiglie, in questa fase, sono quelle sull’energia”, ripetono all’interno del Carroccio. Ieri sul punto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha addirittura paventato l’ipotesi di una “manovra correttiva”.
Ma la questione armi non è l’unica che in queste ore sta riportando le agende, quella del generalissimo e quella salviniana, se non a sovrapporsi, quantomeno a collimare. Perché nelle intenzioni del vicepremier c’è sì insistere sulle misure “economiche” che più potrebbero dare un sollievo alle famiglie in vista delle elezioni del prossimo anno (strategia condivisa dalla premier). Ma senza lasciar perdere gli interventi più “identitari”. Anche per questo, pregustando il sentore, chissà, di poter un domani tornare un domani al Viminale, Salvini ha chiesto alla maggioranza di continuare a occuparsi di sicurezza, per esempio cercando di calendarizzare il ddl immigrazione che nel frattempo s’è perso nelle nebbie della legislatura (e che ha nei suoi punti qualificanti quel proto blocco navale su cui la Lega ha molto insistito). Ma anche misure più specifiche di contrasto all’illegalità: per dirne una quel ddl sfratti che secondo la Lega dovrebbe essere un ideale completamento al Piano casa approvato due settimane fa in Cdm. Una misura che ai vannacciani non dispiace. E che non si discosta molto dalle loro proposte in materia.
Ma il riavvicinamento potrebbe verificarsi anche per più pragmatiche questioni elettorali. In alcune simulazioni di sondaggi, il campo largo, con la nuova legge elettorale, potrebbe accaparrarsi il premio di maggioranza pur arrivando davanti di un solo 0,1 per cento. Anche per questo l’uscita di Romeo viene considerata come “preparatoria” di una discussione che nelle prossime settimane potrebbe coinvolgere anche gli esponenti di Futuro nazionale. “Per adesso al tavolo non ci hanno invitati”, spiegava qualche giorno fa il deputato vannacciano Edoardo Ziello, che siede strategicamente in commissione Affari costituzionali, quella che sta esaminando il testo. Ma non è detto che, come conseguenza delle opposizioni che si sfilano dalla discussione, i vertici della coalizione decidano di non includere Vannacci. Questo anche perché stando alla media delle rilevazioni pubblicata da Termometro politico, Futuro nazionale viene accreditato di una forbice tra il 3,5 e il 4 per cento (mentre la Lega al massimo viene data all’8 per cento). Comunque al di sopra della soglia di sbarramento, che dovrebbe mantenersi al 3 per cento. In realtà sul contenuto degli emendamenti che potrebbero essere presentati da Futuro nazionale fanno già sapere di andare più nella direzione di Fratelli d’Italia, accomunati dalla voglia di reintrodurre le preferenze, che verso la Lega. Anche per questo a doversi esprimere sul loro coinvolgimento o meno, in ultima battuta, dovrà essere Giorgia Meloni. E’ per alzare la posta che Vannacci va ripetendo in separata sede “sono pronto a correre da solo”. Facendo capire di essere così attrattivo da aspettarsi persino altri transiti dalla Lega nelle prossime ore (vedi la deputata Laura Ravetto, data verso Futuro nazionale).
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.