Luciano Donato, al posto di Merlino al Mic, non piace a FdI. Spano: “Grazie a Dio non lavoro più lì”

La storia rischia di ripetersi. Giuli cerca pace al ministero, ma il partito protesta. Il nuovo capo della segreteria tecnica è amico di Montanari, ex collaboratore di Gentiloni e Cingolani. Il magistrato della Corte dei conti senza tessera, non convince chi vorrebbe Fratelli ovunque

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13 MAY 26
Immagine di Luciano Donato, al posto di Merlino al Mic, non piace a FdI. Spano: “Grazie a Dio non lavoro più lì”

Alessandro Giuli, ministro della Cultura, LaPresse

Poiché lo chiamano “il nuovo Spano”, decidiamo di chiamare il vecchio Spano. D’altra parte, tutto ebbe inizio con lui. Caro Francesco, ex capo di gabinetto del ministro Giuli, ma è vero che Donato Luciano le somiglia? “In che senso?”. Nel senso che, come lei, non è gradito a Fratelli d’Italia giacché non è precisamente di quella schiatta. Sa, gli danno del comunista. “Che posso dire? Io faccio un altro lavoro ormai”. Silenzio. “Grazie a Dio”, si lascia scappare Spano. Ed ecco. La storia potrebbe finire qui. Con il “Grazie a Dio” del primo dimissionario. Potrebbe finire qui non fosse che al ministero della Cultura una certa storia, a quanto pare, si ripete.
Il sollievo dell’uomo – la prima spina nel fianco di Giuli, l’unico che visse un momento finanche peggiore di questo – la dice lunga sulla polveriera della Cultura e sulle tensioni tra funzionari e partito. Il nuovo (quasi certo, forse, chissà) capo della segreteria tecnica Donato Luciano – colui che andrà a sostituire Emanuele Merlino – non piace tanto, infatti, agli esponenti di FdI. Molto amico di Tomaso Montanari – che più volte sarebbe andato a trovarlo al ministero – Luciano sarà ora in un ruolo meno tecnico, forse meno importante del capo legislativo, ma certo più politico. Un ruolo che non s’addice, secondo i Fratelli superstiti al Mic, a chi come lui li derubrica a “ragazzi che portavano l’acqua nelle sezioni”.
Retroscenismi a parte, vero è che Donato Luciano è la necessità fatta virtù. Già capo di gabinetto vicario con l’ex ministro dem Maurizio Martina, poi collaboratore con Paolo Gentiloni, infine vicecapo di gabinetto del fu ministro (poi ad di Leonardo) Roberto Cingolani, egli ha spesso contribuito a scrivere le risposte ai question time di Giuli. Non è un uomo di partito, certo – anzi il partito lo scongiura (è dir poco) –  e non è di destra. Ma evidentemente è un uomo con cui Giuli ha imparato a lavorare. Uno che non essendo fratello – né giusto né sbagliato – bensì magistrato della Corte dei conti, ha “capacità tecniche” e non dovrebbe creare i problemi degli ultimi giorni (anzi mesi, no: anni). Se il ministro ha perso il controllo, infatti, non è mancato chi gliel’abbia fatto perdere.
L’ex segretaria particolare Elena Proietti, “Elena sopra le righe”, aveva fatto di tutto per partecipare alla missione newyorkese e riportare in patria l’Ecce Homo di Antonello da Messina. All’ultimo – racconta chi ha seguito la storia dappresso – ha avuto un malore, non ha avvisato, ha rischiato di far perdere il volo agli altri. Ed ecco allora, dopo la furia e dopo l’Ue contro Biennale, l’idea di rivolgersi a profili più placidi. Forse meno indicati per quel ruolo. Certamente meno politici (chissà chi sarà il nuovo capo legislativo: potrebbe andarci l’attuale vice Anna Bondini, archeologa, già lì con Franceschini, un’altra commie). A ogni modo, l’idea è appunto quella di calmare le acque. Dedicarsi al piano Olivetti, alle mostre, alla diplomazia culturale pur con il partito dietro che storce il naso. E che di Luciano dice: “Il tipico consigliere della Corte dei conti che fa arrivare le griglie dei pareri all’ultimo, il tipico uomo di sinistra, l’amico di Montanari”. Poche parole per suggerire un eterno ritorno. Il rischio, cioè, che la storia finisca com’è iniziata. Ossia con un’altra spina e un altro Spano. Francesco che, peccando di trasversalità, ha vissuto il ministero nelle sue piogge di fuoco e zolfo. E che, adesso, al Foglio dice: “Non lavoro più lì”. E poi, appena dopo, si lascia scappare: “Per fortuna. Grazie a Dio”.