L'occhio di Bettini: "I poteri forti puntano al pareggio e alle ammucchiate"

Parla il teorico del campo largo, e avvisa: se il Pd si avvicina a Forza Italia rischia di perdere il M5s. Il campo largo con Marina Berlusconi? "Non vorrei diventasse tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia"

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13 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 06:30 AM
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Eyes wide Bettini. L’occhio di Goffredo Bettini è appannato, ma il pensiero è presbite. Avvisa: se il Pd si avvicina troppo a Marina Berlusconi perde Giuseppe Conte. Forza Italia con il Pd? “Non vorrei che qualcuno, in nome del cosiddetto centro, possa sognare la sostituzione del M5s con FI. No a pasticci”. Il pareggio? “I forti poteri italiani, la grande stampa vanno in cerca di pareggi, di nuove ammucchiate, di nuovi tecnici e salvatori della patria. E considerano Conte il più irriducibile a questi esiti”. Il campo largo con Tajani? “Spero non sia tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia”. Andiamo a Bangkok. Bettini, cosa vede? “Ho subìto un distacco della retina al mio arrivo in Thailandia. Da un mese vedo tutto avvolto dalla nebbia, ma lentamente la vista torna. Mi hanno applicato del gas”. E’ gas russo? “Naturalmente. In deroga a quanto stabilito dalla Ue ho del gas russo in corpo e funziona bene. Voi del Foglio mi sanzionerete?”.
Bettini, cosa ha rischiato? “Di perdere la vista e il piacere più grande. La lettura. Mi sono accorto, appena sceso dall’aereo, di non vedere più nulla. Sono stato ricoverato, assistito da medici rigorosi e adesso indosso una lente di vetro che mi protegge. Sento che la vista ritorna, che la paura lascia il posto al desiderio di leggere. Il piacere è doppio. Sto leggendo, con fatica, un libro strabiliante. E’ “Kaos” di Massimo Cacciari e Roberto Esposito, del Mulino”. Bettini, in Italia, il governo Meloni è nel Kaos e si teorizza il pareggio, la quadratura del Kaos, con Pd e Forza Italia alleati. E’ cecità o vista lunga? “Se nel campo a noi avverso dovesse prevalere una sensibilità più civile, garantista, più aperta, sarebbe una bella notizia per la repubblica. Il confronto è sempre utile. Ben venga anche con Forza Italia”. Il confronto. Cosa è oggi Forza Italia? “Un partito che finora ha rinunciato a svolgere un ruolo autonomo, asservendosi totalmente alla destra illiberale di Giorgia Meloni”. Bettini è amico di Gianni Letta, il Lettapardo, il principe di Marina, e Bettini, che oggi è anche direttore di Rinascita, il consigliere geniale di Giuseppe Conte, risponde che “il buon politico non dovrebbe guardare solo alla propria coalizione, tantomeno al proprio partito. Piuttosto dovrebbe interessarsi anche alle dinamiche del campo avverso. Un tempo si sarebbe detto: valorizzare qualsiasi terreno più avanzato che si dovesse determinare nella competizione con lo schieramento opposto”. Con la sua lente di vetro, Bettini ricorda che “alle elezioni comunali del 1989 il Pci valorizzò il risultato del voto che non portò, per ragioni nazionali, a una giunta di sinistra, ma costrinse il pentapartito a indicare un sindaco socialista al posto di uno fedele come Vittorio Sbardella. Carraro fu un indiscutibile passo in avanti”. Alla domanda su cosa impedisce oggi di tentare un’intesa con Forza Italia, Bettini usa l’espressione “lingua di verità”.
Ripete che “occorre parlare la lingua della verità” e che “svelenire i rapporti con Forza Italia non deve alludere a pasticci, fantasiose manovre politiche di vertice, oggi e anche dopo il voto. Il mondo berlusconiano è distante mille miglia dal senso più profondo e chiaro dell’alleanza progressista. Per carità! Ora che grazie anche a Elly Schlein abbiamo un profilo più chiaro e socialmente impegnato non ricominciamo a slabbrare l’unità della nostra alleanza e lo sforzo programmatico che nell’insieme sta realizzando”. Bettini, è vero che si punta al pareggio e che gli incontri di Marina Berlusconi servono a traghettare il partito altrove? “Non so. Non intendo fare un processo alle intenzioni. Ma non vorrei che qualcuno, in nome del cosiddetto ‘centro’, potesse sognare la sostituzione del Movimento 5 Stelle con Forza Italia. Ho tanto lavorato per il campo largo, ma non vorrei diventasse tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia. È evidente dalla grande stampa e da come si muovono forti poteri italiani: soffrono un esito positivo netto della parte progressista e riformatrice della classe dirigente italiana. Vanno in cerca di pareggi, di nuove ammucchiate, di nuovi tecnici, salvatori della patria. E considerano Conte il più irriducibile a questi esiti”. Bettini è stato tra i primi a mandare l’augurio di guarigione a Conte, il leader del M5s, che oggi torna alla Camera. In attesa di capire quale sarà la legge elettorale, il dibattito sulle primarie si è interrotto.
Alla domanda sulle primarie Bettini dice che “tutti hanno detto di essere disponibili. Questo è un bene. Ma le primarie non sono un obbligo. Dipende molto dal varo di una nuova legge elettorale. Per quanto mi riguarda, tuttavia, la questione che mi preme di più è che si trovi presto una griglia di valori e di proposte fondamentali, unitarie e convincenti per tutte le energie dell’alternativa. Allo stesso tempo, mi preme che ogni partito dell’alleanza trovi il modo di valorizzare il suo patrimonio di idee, le sue specifiche caratteristiche e quelle dei suoi leader”. Quando chiedono a Igor Taruffi, il Fazzolari di Schlein, quale legge elettorale desidera, Taruffi replica: “Sono un ragazzo timido, non me ne occupo”. Bettini si serve di una parola cara a Taruffi e Schlein: “Testardamente penso che il nome del leader sia importante, ma non più della ricerca delle condizioni migliori per vincere e vincere significherebbe arrestare una ondata della destra che sembrava invincibile e che grazie anche a noi ora è in crisi”. La chiama la “destra non domata” che vuole prendersi tutto, compreso il nuovo presidente della repubblica, ma, per Bettini, “sostituire Sergio Mattarella è difficilissimo. Lo è per autorevolezza ed equilibrio”. Bettini, la prossima elezione del Capo dello Stato è il bacio che può dare Forza Italia alla sinistra? “Sarà per Forza Italia un concreto banco di prova”. Occhio, Bettini.