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Il ddl sul fine vita in Aula il prossimo 3 giugno: media La Russa. Il testo discusso è quello del Pd
Serviva un'accelerazione e ci ha pensato il presidente del Senato. La conferenza dei capigruppo ha calendarizzato la discussione sul disegno di legge sul fine vita. Se in queste due settimane non si troverà un testo comune e unitario, il testo che sarà discusso sarà quello del dem Alfredo Bazoli. Il nodo sul Sistema sanitario nazionale
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12 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:15 PM

Il presidente del Senato Ignazio La Russa - foto Ansa
Ci potrebbe essere un accordo, ma per ora – grazie alla mediazione di Ignazio La Russa – c'è sicuramente una data: il testo del disegno di legge sul fine vita approderà in Aula al Senato il prossimo 3 giugno. Ad annunciarlo è stata Stefania Craxi, la presidente dei senatori di Forza Italia al termine della conferenza dei capigruppo. Il testo che sarà discusso è quello del dem Alfredo Bazoli, sottoscritto da tutte le opposizioni e peraltro l'unico, a oggi, ad avere le condizioni per approdare in Aula ed essere votato. La decisione è stata presa all'unanimità e sembra che a spingere per il voto favorevole anche della maggioranza sia stato proprio il presidente del Senato. "La proposta è stata sua", ha detto il capogruppo Pd Francesco Boccia.
Ma non finisce qui. Il testo di Bazoli è stato calendarizzato per la discussione, ma l'obiettivo (soprattutto della maggioranza) è quello di portare un nuovo testo, che sia il più unito e unitario possibile. Per questa ragione non si fermeranno i lavori di mediazione in Commissione, dove da settimane è ferma la proposta a firma Zullo (FdI) – Zanettin (Fi). Ed è attorno a questa che il centrodestra intende continuare a lavorare. Ma qualora si arrivasse al 3 giugno senza un accordo, Palazzo Madama discuterà sul testo del senatore del Partito democratico, che, con ogni probabilità, non troverà il favore dei partiti di maggioranza.
Il testo è infatti ostile alle forze di governo, che lo considerano troppo aperturista. E ci sono divisioni anche nella stessa maggioranza: negli ultimi giorni sono arrivati segnali di apertura dai forzisti, sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale. Mentre i meloniani invece, è la linea del sottosegretario Mantovano, vorrebbero che il Ssn restasse fuori dai meccanismi che regoleranno il fine vita. Ma oggi l'obiettivo principale era uscire da uno stallo legistlativo dove ogni regione si regola (come può) in autonomia e ci si affida alle sentenze delle Corte costituzionale.
Per il Pd, così come per le altre opposizioni, invece è imprescindibile che il Ssn sia parte integrante del testo. "Se non verrà fuori un testo unito e unitario, che per quanto ci riguarda comprende il Servizio sanitario nazionale, cosa che il centrodestra si è sempre rifiutata di fare, per noi si voterà il disegno di legge Bazoli", ha detto sempre Francesco Boccia. "Ha le firme di tutti i senatori delle opposizioni e recepisce i rilievi della Consulta. Se così non sarà, verrà confermata la volontà regressiva della maggioranza". Il testo di Bazoli è stato approvato alla Camera la scorsa legislatura con il voto favorevole di tre forzisti e difficilmente passerà in Aula. Ma almeno, dicono dal Pd, con il voto ognuno si prenderà le proprie responsabilità.
Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia, sempre al termine della riunione ha poi spiegato: "Con un centrodestra compatto, abbiamo definito la calendarizzazione del provvedimento in Aula. Noi non rinunciamo a nulla, il testo Zanettin-Zullo rimane in commissione e cercheremo di arrivare a una posizione condivisa". E in merito alle richieste delle opposizioni, ha detto: "Forza Italia ha un'idea di mediazione, vedremo se sarà accettata". Secondo lei questa legge "è un atto di civiltà". Mariolina Castellone, del Movimento 5 stelle, mette agli atti: "Su questo tema serve responsabilità e coraggio, noi ci siamo". Mentre l'altro capogruppo, Enrico Costa, dalla Camera si prende i meriti: "Grazie a Forza Italia, che dopo anni di stallo ha riportato questo tema al centro dell’agenda politica". C'è stata un'accelerazione, ora è il tempo di mediare sul serio.
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