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Di Maio ritorna a Montecitorio: "Sono qui solo per la barberia"
L'ex ministro e capo del M5s, oggi rappresentate speciale della Ue nel Golfo, alla Camera per un seminario dedicato alla Nato: "Ho tagliato i capelli, ma di altro non parlo"
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11 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 06:36 PM

Luigi Di Maio alla Camera dei deputati - foto LaPresse
Roma. Rieccolo. Luigi Di Maio è tornato a Montecitorio. Onorevole, ma che ci fa qui? “Sono venuto a tagliarmi i capelli”, risponde al Foglio, scherza. Ma non mente: taglio cortissimo, rasatura precisa, è appena uscito dalla barberia della Camera. A quanto pare è un cliente abituale: “Ci vengo spesso”. Ma la ragione che ha portato il Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo persico a Roma in realtà è un’altra. “Ho un evento da presidiare tra dieci minuti”, esorta i parrucchieri. Parla del seminario del Gruppo speciale Mediterraneo e medio oriente dell’Assemblea parlamentare Nato, che celebra i suoi trent’anni. E’ stato invitato dal presidente Lorenzo Cesa e da Giangiacomo Calovini, capogruppo di FdI in commissione Esteri.
Tra i relatori, per dire, c’era anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, a ricordare ai naviganti – e pure a qualche suo alleato di governo – “che la Difesa non porta voti, ma è necessaria. Perché senza Difesa non c’è la sanità, l’istruzione”. L’aumento degli investimenti militari? “Lo dovete chiedere al ministro Giancarlo Giorgetti. Decide il Mef”, ma Crosetto conferma l’intenzione di aderire al meccanismo Safe. Dopo di lui prenderà la parola anche il presidente di Med’Or foundation Marco Minniti, tra i più apprezzati dalla platea. La premier Giorgia Meloni ha mandato i suoi saluti e oggi toccherà pure al titolare della Farnesina Antonio Tajani. Un parterre di tutto rispetto in cui Di Maio si muove a suo agio tra sorrisi e strette di mano.
L’ex leader grillino – ex vicepremier, ex ministro (e tante altre cose) – è intervenuto nel pomeriggio, in un panel dedicato al medio oriente. Ne è passato di tempo da quell’improvvida e indimenticabile dichiarazione dal balcone di Palazzo Chigi – “abbiamo abolito la povertà”. Ma ormai le relazioni internazionali sono la sua (seconda) vita, dopo la scissione draghiana dal M5s e il flop elettorale di Impegno Civico che l’ha lanciato nella nuova dimensione globale. E con successo, visto che solo pochi giorni fa è entrato a far parte del Council dell’European on Foreign Relations, importante think thank di politica estera. Mentre a inizio anno era stato nominato “honorary professor” al King's college di Londra per occuparsi di sicurezza internazionale, con lezioni e seminari. Un cv da far invidia a metà del Parlamento.
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Per il suo intervento, in inglese, Di Maio ha scelto una cravatta viola con fantasia stravagante. Si rivolge a una sala composta da parlamentari di varia provenienza (c’era anche una delegazione ucraina). Ricorda come il 7 ottobre abbia cambiato il mondo, racconta gli umori della diplomazia del Golfo. Poi affronta il tema dello stretto di Hormuz, la necessità di una missione internazionale, citado qualche esempio che potrebbe fare scuola. “La nazioni Nato – spiega – hanno difeso i paesi del Golfo durante gli attacchi ingiustificati dall’Iran. Il coordinamento tra Unione Europea e Alleanza atlantica aiuterà anche i nostri partner in medio oriente”. Alla fine Di Maio si concede per le foto di rito, si prende saluti e complimenti, anche della riformista dem Simona Malpezzi, che ha appena assistito al suo intervento. Altri ex colleghi parlamentari lo incrociano tra i corridoi di Montecitorio, sorpresi dall’apparizione. Ma non è tornato per fare il federatore. Anzi di politica interna non vuole proprio parlare: l’ultima volta che lo ha fatto, tirato in ballo dal nuovo libro di Giuseppe Conte, ha affidato la sua velenosa risposta a una storia su Instagram. I cronisti comunque non demordono: “E fate benissimo”, sorride Di Maio. Il M5s? Il campo largo? “No ragazzi – si smarca prima di lasciare Montecitorio –. Vi voglio bene, ma oggi non dichiaro nulla”. Per le altre rivelazioni, o almeno per sapere quando tornerà da queste parti, rivolgersi al barbiere.