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Barelli alla scottadito: occupa le stanze di FI, mette veti su Consob e litiga con i Berlusconi
È sottosegretario ma non lascia le stanze del gruppo perché troppo piccole, fa abbuffate di nomine, segnala a Pichetto, Schillaci, ed è in contrasto con la famiglia Berlusconi sulla sanità. Consuocero di Tajani, il suo generale, è già a capo della Forza Italia 2
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9 MAY 26

Roma. Rubio è solo un Barelli vestito peggio. Gli uomini più potenti d’Italia? Il presidente dell’Eni e Barelli: il Gianni Letta alla scottadito. Non schioda, si abbuffa di nomine, promette vendetta ai Berlusconi. E’ sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, ma non lascia l’ufficio da ex capogruppo di Forza Italia perché il nuovo, a Largo Chigi, “è troppo piccolo”, troppo piccolino. Lo stallo Consob? Vi rispondono: “Barelli vuole Cornelli e ostacola Freni”. Le partecipate di Stato: “Ha trattato Barelli ed è riuscito a nominare Cuzzilla a Terna”. E’ presidente della Federnuoto, consuocero di Tajani, ma ha le pinne nella sanità tanto da litigare con la famiglia Berlusconi (con la nuora di Paolo). Sono i cento Barelli stile libero.
Tomasi di Lampedusa e il professore Giavazzi esordirebbero così: “Noi fummo i (Mario) Draghi e quelli che ci hanno sostituito sono i (Paolo) Barelli”. Quando è finita, è cominciata. Il 22 aprile, per mettere pace in Forza Italia, nella famiglia di Tajani, e in quella Berlusconi, Barelli è stato nominato sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento. Voleva una carica da viceministro con portafoglio, ma gli hanno spiegato che si sarebbe dovuto dimettere da presidente della Federnuoto e Barelli ha scelto la taschina di Palazzo Chigi. Ha giurato di fronte a Meloni ma ha giurato anche, a Tajani, che l’avrebbe fatta pagare a chi ha chiesto la sua testa. Da allora replica stizzito al consuocero e fa il Barelli fisso. Matilde Siracusano, che è la compagna di Roberto Occhiuto, il presidente della Regione Calabria, sottosegretaria per i Rapporti con il Parlamento, in quota FI, gli ha offerto la stanza vicino alla sua, a Largo Chigi, con la vista più bella al centro di Roma, ma Barelli l’ha definita piccola, troppo piccola per il suo staff (che ha mantenuto). Da capogruppo ha gestito un bilancio da quasi dodici milioni di euro e assemblato una colonna da imperatore. Tajani lo chiama “il mio generale” e il generale non lascia il suo quartiere. Al posto di Barelli, è stato acclamato capogruppo Enrico Costa che ha due pregi: è un garantista e un’anima candida. Chiunque avrebbe abbandonato l’ufficio, ma Barelli, il Barelli fisso, piuttosto vi urla “ahò”. L’illuminista Costa ha aggirato il problema: ha preso la stanza che era di Elio Vito e Renato Brunetta, quando erano capigruppo di Forza Italia, in modo da poter dire che non è Barelli che ha sequestrato la stanza, ma lui che deciso di prendersi la vecchia. La sera che Paolo Zangrillo doveva comunicare a Barelli, per volere della famiglia, “il caro Paolo, lascia”, Barelli si è presentato in Bmw ed è rimasto chiuso con Zangrillo tre ore e mezza. Immaginate Barelli, un centurione che vive e riceve al Flaminio, al ristorante Lola, che fa inserire la zia Armida nel pantheon di Forza Italia, e immaginate Pier Silvio Berlusconi, che invece mangia verdurine e riceve a Cologno. Consigliano a Tajani in tutti i modi di sostituirlo, ma dove si trova un “generale”? Il generale ha campagne aperte in ogni angolo d’Italia. Si imbarca in duello con Malagò sul Coni (e perde), tartassa Pichetto, il suo capo di segreteria, Roberta Spada, al punto che Spada lascia Pichetto. Non è un sottosegretario, Barelli è il possibile incidente della storia, insieme a Urso, la lite Giuli-Salvini... E’ Barelli la cifra di questo tempo finale di Meloni, la cifra del sorpasso di Milano su Roma. Nella contesa della famiglia Berlusconi contro Barelli (e nella sua resistenza) si cela un altro scontro, fortissimo, che riguarda la sanità e che tocca anche il ministro Schillaci. Il figlio di Barelli lavora nella sanità assicurativa così come la nuora di Paolo Berlusconi. Si parla di riordino del comparto sanitario e chi spunta? Barelli. La famiglia Berlusconi viene a sapere che l’alleato Barelli è il rivale della famiglia (più del Pd). Ora è chiaro perché Barelli ha lo stetoscopio? Il giorno del matrimonio di Silvio Berlusconi e Marta Fascina venne fermato perché era positivo al Covid e tornò a Roma, ma ha recuperato. La festa l’ha fatta con le partecipate, la sagra che è sempre stata di Gianni Letta. Il presidente di Terna, Stefano Cuzzilla? I Berlusconi neppure lo conoscono in volto (ha iniziato a fare politica con il Pd) ma è stato Barelli a farlo scalare: prima presidente di Trenitalia e adesso di Terna. L’ostacolo a Consob? Barelli. Sono in corsa Federico Freni per la Lega e Federico Cornelli che è già commissario Consob, solo che Cornelli ha un Barelli in più, come l’uomo del film di Sorrentino. Il tesoriere del partito, del gruppo di FI, è rimasto Stefano Benigni, che è leale con Barelli. Enrico Costa, il nuovo capogruppo, ha proposto di mettere un busto alla Camera in onore di Marco Pannella, ma presto dovranno pensare al suo, per la pazienza. Barelli è la romanità che dopo il risiko bancario, il ribaltone di Mps, sogna la rivincita. Nella sua rete di relazioni c’è già l’embrione dell’Alternativa Popolare di Alfano, dieci anni dopo. Ci sono già due Forza Italia e una è rimasta nelle mani del Gianni Letta alla scottadito, il consuocero che fa giannilettismo con la borgata. I Rubio passano ma i Barelli restano, come Roma e la trippa.
Carmelo Caruso
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio