Pasini (Confindustria): “Il governo ci è ostile. Urso? Mi cascano le braccia...”

Il presidente degli industriali lombardi: "Siamo molto delusi da alcuni ministri per la gestione di Transizione 5.0. Abbiamo bisogno di certezze. Non è che se sforiamo il rapporto tra deficit e pil noi imprenditori abbiamo colpe. Ora misure sull'energia come in Germania"

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7 MAY 26
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“Siamo molto delusi da alcuni ministri. Sembra quasi che il governo abbia un’ostilità nei confronti delle imprese. Ci sentiamo un po’ presi in giro mentre invece avremmo bisogno di chiarezza”. E allora a Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, chiediamo a quali ministri alluda. Per competenza, forse al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso? “Io non voglio per forza puntare il dito contro l’uno piuttosto che l’altro, visto che poi si vanno a toccare equilibri e dinamiche tutte interne a loro. Ma è ovvio che, anche parlando con i miei colleghi industriali qui in Lombardia, un po’ di delusione nei suoi confronti c’è. Ci cascano le braccia...”.
L’ultimo capitolo della discordia tra governo e imprese è la scrittura del decreto attuativo su Transizione 5.0 che ha molto infastidito gli industriali perché esclude dall’iperammortamento gli investimenti in cloud ed estende le certificazioni richieste. Una norma, a dire il vero, mal digerita anche dal Mimit, che ha dovuto ingoiarla dopo una “concertazione” con Mef e Ragioneria dello stato. “Noi questi tipi di interventi li leggiamo contro le imprese”, ragiona allora col Foglio Pasini, rappresentante degli industriali della regione locomotiva dell’economia italiana, la Lombardia. “E’ vero che per poco non siamo riusciti a rientrare nel 3 per cento di rapporto tra deficit e pil. Ma chiedo: le imprese hanno forse una colpa in tutto questo? In un momento di grande shock derivante dalla situazione in medio oriente, e mentre paesi come la Germania investono tantissime risorse per risollevare i loro settori produttivi, vedere che qui invece si cerca di colpire le imprese ci mette quantomeno in imbarazzo nei confronti del governo. Che, lo ripeto, almeno in alcuni suoi esponenti sembra avere un po’ di ostilità nei nostri confronti”.
Visto che ha fatto il confronto con le misure energetiche che sta adottando la Germania per alleviare il peso alle imprese, vi aspettate qualche altro intervento mirato in questo campo? “Va premesso che gran parte della nostra energia viene prodotta da gas. Per cui rispetto agli altri siamo quelli più in difficoltà perché perennemente in emergenza. Proprio questa emergenza non fa bene al paese e sicuramente non fa bene alle imprese. Andrebbe affrontato in maniera strutturale, non solo con soluzioni emergenziali”. Proprio il ministro Urso è tornare a insistere, in questi giorni, sul nucleare.. Ma Pasini indirettamente sembra rispondergli anche su questo dossier: “Parlare adesso di nucleare vuol dire vedere i primi risultati concreti non prima di 10-15 anni. Ecco, dovremmo cercare di arrivarci sani e salvi, ai prossimi 15 anni”. L’interlocuzione col Mef e i limiti di bilancio rischiano di restringere la spesa per le imprese, che potrebbero doversi accontentare dei 10 miliardi di Transizione. Bastano? “Ascolteremo il presidente Orsini, che ha contezza della situazione, e capiremo meglio che tipo di richieste avanzare”. La certezza è che però il malcontento degli industriali c’è. E l’affaire Transizione l’ha solo rinfocolato.