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Disastro Berlinguer: patti violati, mancate scuse a Nordio. La trattativa con Mediaset salta e il ministro querela
Il ministro tratta con il Biscione per ricevere le scuse dopo il caso Ranucci, ma la conduttrice si rifiuta, e lui annuncia causa civile contro l'azienda. La puntata fa flop d'ascolti e Berlinguer chiede di cambiare il palinsesto. FdI diserta la sua trasmissione. E' la prova dei rapporti difficile fra governo e i Berlusconi
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7 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 07:35 AM

La grazia a Mattarella deve chiederla chi lavora con Bianca Berlinguer. E’ finita così: Nordio fa causa civile a Mediaset e Berlinguer e risparmia Ranucci. E’ il Telegatto del disonore e lo ha conquistato Berlinguer grazie alla sua (non) rettifica che è peggio dell’offesa. C’era un patto fra Nordio e Mediaset: chiedete scusa e ritiro. Berlinguer se n’è infischiata. La calunnia la definisce libertà, sprofonda negli ascolti e dà la colpa al calendario, ha scelto la serata del martedì e ora vuole il mercoledì. Non è televisione. E’ la prova che cerca Meloni, che non può che sorridere e spingere Nordio: vai avanti. E’ la prova che il Pnrr del retequattrismo è stato sostituito con la parodia di Isaiah Berlin: il rossetto e la fiaschetta di sinistra, il burrone del mestiere e dei palinsesti.
Benvenuti al Berlinguer’s Bar, il bancone E’ sempre Cartabianca, dove lo scaracchio è profumato con acqua di Ranucci e “lo stiamo verificando” è scambiato per il Pulitzer a Cologno. Ha chiesto scusa Ranucci, a casa sua, in Rai, con il suo “mi cospargo il capo di cenere”, ma Berlinguer non riesce a farlo e Nordio ne trae le conseguenze. Un’intera comunità di lavoro, Mediaset, arrossisce pensando ancora a quelle accuse in trasferta, su Rete 4, la pista ranucciana, l’immaginifico ingresso di Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay, nient’altro che una sbornia di Negroni, diritto, grazia e Nicole Minetti… portate il secchio.
A Mediaset, da sette giorni, si domandavano: “Berlinguer chiederà scusa?”. Questa, purtroppo, è sempre cronaca, i dispacci che convincono Meloni a non fidarsi dei Berlusconi, a imporre un’accelerata sulla legge elettorale. Berlinguer si presenta in studio. Premessa. Meloni e Donzelli hanno stabilito che i parlamentari di FdI non devono più partecipare al programma di Berlinguer perché serve dare un segnale. Si è superato il limite. La puntata delle scuse presunte si carica di significato. Esiste una trattativa fra Mediaset, il direttore dell’informazione, Crippa, e Nordio. Per il ministro è sufficiente che Berlinguer si scusi come Ranucci e che devolva del denaro a un’associazione per bambini. Da Mediaset c’è l’assenso ma Nordio scopre in diretta che i patti sono stati violati. I cretini in sintesi che biascicano parole in inglese, numeri, e che vi spiegano la straordinaria fortuna di averla fatta grossa (le televisioni traboccano di questa categoria dello spirito) sono convinti: “Gli spettatori ci premieranno”. E’ un fiasco anche su quel fronte. Spiegano dall’azienda a Berlinguer che è meglio buttarsi sul caso Garlasco. L’informazione Mediaset è snella: comandano in due. Crippa, che Silvio Berlusconi definiva “il male necessario”, e la sua vice, Siria Magri, una donna che ogni giorno chiede al cielo: scaccia da me il calice Berlinguer. Crippa e Magri consegnano a Berlinguer il volto simbolo della cronaca di Rete 4, Nuzzi, che è la polizza sugli ascolti, e come rinforzo viene spedito Giuseppe Brindisi, altro volto Mediaset, che le mamme italiane amano. Servirebbe solo un semplice “mi cospargo il capo di cenere”, ma Berlinguer parla solo con Pier Silvio Berlusconi, il suo Berlingueroni. Come dice il programma, Berlinguer ha carta bianca da un editore che si presenta all’estero vantandosi che a Mediaset lavora la figlia del grande Enrico. Berlinguer apre la trasmissione con: “Voglio dirvi qualcosa su quanto accaduto la scorsa settimana (…). Ranucci, a proposito della grazia, ha affermato che stava verificando un’ipotesi relativa alla presenza di Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani. Era secondo Ranucci solo un’ipotesi, è stato ripetuto più volte”. Si lancia: “Il ministro ha potuto replicare” (omette che gli toglieva la parola, omette che solo dopo la smentita di Nordio, Ranucci si rifugia nello “stiamo lavorando”). Per non rettificare si difende con “noi andiamo sempre e solo in diretta” perché “non ci sono mai filtri né censure preventive. Dimostra che questa trasmissione e il suo editore sono liberi, e consentono a tutti, davvero a tutti, di esprimere le proprie opinioni”. La puntata viene doppiata dal programma Rai Far West di Salvo Sottile, che ha lavorato a Mediaset. Il fuoriuscito di Mediaset fa vincere la Rai e Berlinguer, che era il volto Rai, fa sprofondare Mediaset. Berlinguer legge i dati d’ascolto, da orrore, e pretende adesso da Mediaset il cambio di palinsesto. Aveva scelto il martedì, dicendo che quello era il suo pubblico, ma ora reclama il mercoledì, la serata di Tommaso Labate (che ospita Vannacci, ancora). Labate è l’altro volto di sinistra di Mediaset. Non è televisione. No. E’ la descrizione del capriccio di Pier Silvio Berlusconi, che offre ripetizioni a Tajani, e racconta come viene assecondato. Crippa non può urlare che ritiene l’operazione Berlinguer’s Bar un fallimento ma sorride ogni volta che il programma precipita. C’è chi ipotizza, diabolicamente, che l’azione legale di Nordio sia per Mediaset l’unico modo per liberarsene. Tutti devono tacere. Giordano, Del Debbio, Porro devono tacere perché il capo si è invaghito di un disastro aziendale, politico, di una giornalista che gli ha messo contro un governo, un ministro, la premier alleata di Forza Italia, il partito che ha fondato il padre. La libertà d’informazione qui non c’entra niente. Barbara D’Urso, rispetto a Berlinguer, è Zavoli.
Carmelo Caruso
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio