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Vertice tra Meloni, Tajani e Salvini. Dalle nomine a Rubio. Nevi (FI): "Rimane il veto su Freni alla Consob"
L'incontro con Marco Rubio e il niet di Tajani al sottosegretario leghista, fino ai nodi da sciogliere sulla legge elettorale. I punti del tavolo tra gli alleati di governo
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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:12 AM

Foto ANSA
Dalla legge elettorale alla linea da seguire sulla politica estera, fino alle nomine di Consob e Antitrust. Tanti i temi sul tavolo del vertice di oggi tra la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Fra i nodi più spinosi c'è quello dell'ipotetico passaggio del leghista Federico Freni da sottosegretario all'Economia a presidente della Consob. Nomina che Forza Italia continuerà a ostacolare: "Il veto rimane. Non è la figura giusta per quel ruolo", dice al Foglio Raffaele Nevi, deputato di FI e portavoce nazionale degli azzurri. I quali sembrerebbero convergere sull’attuale commissario Consob Federico Cornelli, anche se altri possibili nomi sarebbero quelli di Marina Brogi e Donato Masciandaro. "Non abbiamo in mente alcun nome. Pensiamo semplicemente che serva una figura tecnica e che riesca a essere super partes. Ma non facciamo guerre per un nome o un altro", sottolinea il forzista. Con pochi segnali di apertura all'orizzonte, sarà la premier a dover sbrigliare la matassa, convincendo Tajani a trovare una quadra.
La questione sembra più lineare per quanto riguarda l’Antitrust. Per la sostituzione del magistrato Roberto Rustichelli alla guida dell’Autorità per la concorrenza e il mercato circola il nome dell’attuale segretario generale dell’Autorità, Guido Stazi, e quello del segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Deodato, anche se sembra che Meloni non voglia privarsi del suo stretto collaboratore.
Non è da escludere che fra i dossier su cui fare il punto ci sia quello della legge elettorale. Ma i tre alleati di governo dovranno anche confrontarsi sulla linea da tenere con il sottosegretario di stato americano Marco Rubio, che venerdì sarà ricevuto alla Farnesina da Tajani e poi a Palazzo Chigi da Meloni.