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Silvia Salis alla prova degli Alpini. Polemica a Genova per l'adunata
Volantini, scritte e proteste delle femministe contro il raduno in città previsto per questo fine settimana. La sindaca sceglie una linea di equilibrio: non criminalizzare gli Alpini, non cavalcare le paure, ma preparare la città e garantire rispetto reciproco
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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 09:24 AM

La sindaca di Genova Silvia Salis (foto LaPresse)
Genova si prepara ad accogliere la 97esima adunata nazionale degli Alpini, in programma da venerdì 8 a domenica 10 maggio. Un appuntamento che porterà in città circa 400 mila persone, tra penne nere, famiglie e visitatori, in un capoluogo che conta poco più di 560 mila abitanti. Una festa imponente, dunque, ma anche una prova politica e amministrativa per la sindaca Silvia Salis, chiamata a gestire non solo la macchina organizzativa, ma pure le polemiche che negli ultimi giorni hanno acceso il dibattito cittadino.
L’adunata era stata assegnata a Genova nel 2024, durante l’amministrazione guidata da Marco Bucci. Ora, però, tocca alla nuova sindaca governarne l’arrivo. Nei giorni scorsi, in centro storico sono comparsi volantini e scritte contro la manifestazione, con riferimenti agli “alpini molestatori”. Le contestazioni riprendono le denunce avanzate in occasione delle precedenti adunate a Biella e Rimini, dove alcune associazioni femministe avevano raccolto testimonianze di molestie, commenti sessisti e catcalling. Anche a Genova le attiviste di Non una di meno hanno contestato il raduno, parlando di “celebrazione della mascolinità tossica” e diffondendo sui social un vademecum rivolto alle donne, con l’invito a portare con sé un fischietto “come deterrente” e a segnalare subito comportamenti inappropriati.
In questo clima, Salis ha scelto di intervenire in consiglio comunale con una linea di equilibrio: nessuna indulgenza verso eventuali molestie, ma nemmeno una condanna preventiva di un’intera comunità. “Invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea”, ha detto la sindaca, chiedendo alla città di non lasciarsi trascinare da “contrapposizioni, insulti, mancanza di rispetto da una parte e dall’altra”. Parole rivolte tanto a chi teme l’arrivo degli Alpini quanto a chi, nel centrodestra, ha accusato l’amministrazione di freddezza e ambiguità verso l’evento.
Il punto politico del suo intervento è stato questo: non cavalcare il pregiudizio. Salis ha chiesto di non “cadere nella trappola” delle generalizzazioni e di non “far leva sui timori dei cittadini per trasformarli in inutile polemica politica”. Ha ricordato il valore storico degli Alpini e il legame con Genova, citando anche il loro impegno dopo il crollo del Ponte Morandi. Allo stesso tempo, ha parlato direttamente alle donne e alle associazioni che hanno espresso preoccupazione: “Le molestie, anche quelle verbali o travestite da goliardia, non sono folklore, sono violenza. Su questo, a Genova, la tolleranza è e sarà sempre pari a zero”.
Le sue parole non hanno spento la polemica con il centrodestra, che le giudica tardive e insufficienti. L’ex vicesindaco Pietro Piciocchi ha accusato la giunta di aver gestito l’adunata con “freddezza e distacco”, mentre esponenti della Lega hanno parlato di “prolungato silenzio” e di mancanza di una condanna netta verso gli attacchi agli Alpini.
La sindaca non ha liquidato i timori come propaganda, ma ha separato le responsabilità individuali dal giudizio collettivo sugli Alpini. “Le colpe gravi di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un’intera comunità che ha valori profondi”, ha affermato. Una formula rivolta alla cittadinanza genovese per preparala a vivere l’adunata come una festa, ma senza abbassare la guardia su sicurezza, rispetto e tutela delle persone.
Per questo, ha spiegato Salis, il comune ha lavorato con l’associazione nazionale alpini e con le forze dell’ordine per rafforzare i presidi di sicurezza, predisporre canali di ascolto rapido e sensibilizzare gli operatori affinché possano intervenire subito in caso di segnalazioni. A questo si aggiungono le misure organizzative sulla viabilità, con chiusure al traffico e modifiche alla mobilità che hanno già provocato disagi e proteste. La sindaca ha chiesto scusa ai genovesi, invitandoli però ad “avere pazienza” davanti a un evento di dimensioni eccezionali.