I candidati musulmani della Lega a Vigevano fanno arrabbiare Salvini. E Vannacci lo punge: "Coerenza zero"

Il vicepremier si dissocia dagli esponenti leghisti candidati al consiglio comunale: "Chi li ha scelti ha sbagliato". La stoccata di Futuro Nazionale: "Se dici di combattere l'islamizzazione non candidi nelle tue liste chi invoca Allah in campagna elettorale"

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4 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 12:36 PM
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Foto ANSA

I due rappresentanti della comunità islamica candidati a Vigevano "non rappresentano la Lega". Così il leader del Carroccio Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo in uno stabile a Milano, parlando di Hussein Ibrahim e di Hagar Haggag, rispettivamente portavoce della locale comunità islamica e studentessa di scienze politiche. Sui social i loro nomi compaiono in appositi volantini elettorali in supporto alla candidatura a sindaco del comune lombardo del leghista Riccardo Ghia, sostenuto anche da FdI e Noi Moderati. Vorrebbero entrare in consiglio comunale, ma il vicepremier non ci sta. "Il problema non è l'etnia o la religione, abbiamo candidato e abbiamo rappresentanti nei Comuni di tante etnie diverse, di tante nazionalità e di tante religioni", ma "non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col velo, quella è un'altra storia", ha detto Salvini. Il quale, pur escludendo commissariamenti del partito a Vigevano, ha comunque sottolineato che i due candidati in questione "non rappresentano la Lega e chi li ha candidati ha sbagliato".
A rinfocolare la polemica ci si è messo anche Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Che sui social ha ripubblicato i volantini e il post in cui Ibrahim chiedeva l'aiuto di Allah per la sua candidatura. "Se dici di combattere l'islamizzazione non candidi nelle tue liste chi pubblicamente invoca Allah in campagna elettorale. Coerenza. Questa sconosciuta", recita il post dei vannacciani. Già nei giorni in cui hanno cominciato a circolare le immagini dei volantini, il partito si è distaccato dalla candidatura di Ibrahim e Haggag. Il coordinatore lombardo degli amministratori locali della Lega Andrea Monti l'ha ridotta a "decisione prettamente locale" della sezione di Vigevano, rimarcando che la posizione del Carroccio sull'islam "è chiara e la scelta territoriale rimane in antitesi rispetto ai nostri valori e alla linea del nostro movimento", pertanto "ne prendiamo le distanze".
Sui social, Ibrahim ha spiegato la sua decisione dicendo di essersi candidato "perché mi sento un vero esempio di integrazione: lavoro qui da anni e ho cresciuto la mia famiglia rispettando le regole dello stato e quando ho potuto con altri ho fatto solidarietà e dato una mano a chi italiano lo è da generazioni. Nel rispetto delle regole chi sbaglia è giusto che paghi, ma chi opera bene va premiato". Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha ribadito come queste siano questioni che attengono il segretario del partito Salvini. Il quale, infatti, il 30 aprile si è prontamente dissociato dalla candidatura di Ibrahim: "Non ha nulla a che fare con la Lega un tizio che fa un volantino in arabo con riferimenti ad Allah. Ben vengano gli stranieri inseriti e integrati, non i fanatici"