In attesa della prossima mossa di Silvia Salis, Schlein abbozza il suo Cencelli (senza Conte)

La segretaria accelera, nel Pd cresce l’ottimismo e si studiano possibili equilibri di governo. Ma tra veti incrociati, manifestazioni in bilico e il ruolo del leader del M5s ancora incerto, la coalizione resta un cantiere aperto

29 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:36 AM
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Al Nazareno non si fidano affatto di Silvia Salis. Per un certo periodo Elly Schlein si era convinta che veramente la sindaca di Genova non avesse intenzione di buttarsi nell’agone adesso, ma sembra essersi ricreduta. Al Partito democratico non hanno capito ancora come Salis pensi di entrare in partita perché, in realtà, nemmeno un pareggio alle elezioni le garantirebbe il posto da federatrice, ma sono certi che a breve farà una nuova mossa. C’è addirittura chi ritiene che dopo aver ripetuto mille volte no alle primarie trovi una scusa per prendere parte a quella competizione. Competizione che, se mai ci sarà, al Nazareno vogliono rigorosamente a due: Schlein e Conte. I dem sono assolutamente convinti che in un duello, checché si scriva e si dica, la segretaria del Pd non avrà nessun problema.
In attesa che Salis scopra le sue carte, la costruzione della coalizione di centrosinistra sembra andare assai a rilento. Ci si era dati un appuntamento di massima tra i leader a luglio per vedersi e cominciare con il tavolo del programma (al quale, nel Pd, aspiravano già a sedersi Marta Bonafoni e Marco Furfaro), ma ora pare ci sia un nuovo rallentamento dei lavori in corso. Adesso sembra più probabile che il centrosinistra faccia slittare l’avvio della costruzione dell’alleanza a settembre-ottobre.
E a proposito di rallentamenti, che fine ha fatto la grande manifestazione per la pace e la giustizia sociale che la segretaria del Pd aveva lanciato dal palco dell’ultima direzione dem? Non se ne sente più parlare. E tra i parlamentari del centrosinistra gira voce che siano gli alleati (ossia il Movimento 5 stelle e a Avs) a rallentare tutto perché non hanno intenzione di darla vinta alla leader del Pd, facendo la parte dei gregari che plaudono festanti a una sua iniziativa. Schlein però non è tipo da mollare l’osso: al Nazareno raccontano che la segretaria del Pd sta già cercando di coinvolgere la Cgil e il terzo settore per la “sua” manifestazione.
Intanto nel Pd l’ottimismo trabocca da tutte le parti. Diversi manager pubblici hanno chiesto di incontrare Elly Schlein e molti dirigenti e giornalisti Rai stanno tampinando Flavio Alivernini, il portavoce e abile stratega di Schlein, e Sandro Ruotolo. E’ il segno, per chi conosce questi mondi sempre pronti a schierarsi con il vincitore, che il vento soffia veramente a favore del centrosinistra.
E siccome al Nazareno ormai l’aria è questa, raccontano che Elly Schlein stia già pensando al suo personalissimo Cencelli. Dicono che la segretaria abbia in animo di dare un ministero ciascuno alle forze politiche minori (per intenderci, uno a Italia viva e due ad Avs che in realtà sono due partiti) e abbia pianificato di decidere il numero di dicasteri del Movimento 5 stelle solo dopo le (eventuali) primarie o le elezioni politiche. Una cosa, però, dicono a Montecitorio, è certa: se dovesse diventare premier la segretaria Pd non vorrebbe nel governo Conte. E’ pronta a offrirgli la presidenza del Senato o qualsiasi altra cosa interessi all’ex presidente del Consiglio, ma ritiene più saggio per lei non tenersi un contraltare nell’esecutivo.