Letizia Moratti (FI): “Lega e Fdi festeggino con noi. Il 25 Aprile è di tutti gli italiani”

"La festa della Liberazione non è un’esclusiva del centrosinistra. Il discorso di Onna di Berlusconi insegna ancor oggi a costruire una memoria condivisa e a unire il paese nel nome della libertà", dice l'eurodeputata

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25 APR 26
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Foto ANSA

“Forza Italia vuole far capire agli italiani che la festa della Liberazione non è un’esclusiva del centrosinistra”Letizia Moratti, eurodeputata di Forza Italia, parla al Foglio a cavallo dei 50 anni del Partito popolare europeo, la sua famiglia politica a Bruxelles, e del 25 aprile, che sempre con la sua famiglia ha a che vedere. “L’esperienza di mio padre Paolo Brichetto Arnaboldi nella Resistenza bianca, popolare e liberale, e la prigionia a Dachau richiamano al valore concreto del coraggio e della responsabilità nel difendere quei principi”, dice Moratti. Il 25 aprile 2006 accompagnò il padre in carrozzina alla manifestazione per la festa della Liberazione. Tuttavia, riempiti di fischi e urla, furono entrambi costretti ad abbandonare il corteo poco prima di Piazza Duomo. Venti anni dopo, Forza Italia – tramite la sua giovanile – scende di nuovo in piazza per ricordare la Resistenza insieme alla Brigata ebraica. Altri giovani forzisti invece sono attesi nel Lazio per fare visita al cimitero americano di Nettuno per omaggiare i caduti alleati. “Le iniziative per il 25 aprile sono un richiamo ai valori fondanti della Repubblica – commenta Moratti –. La libertà, la democrazia, il rifiuto di ogni totalitarismo non appartengono a una parte politica, ma all’intera nazione. Forza Italia vuole ribadire con chiarezza questa appartenenza comune”. Proprio per questo i giovani azzurri di Milano hanno esteso l’invito alle giovanili di Lega e Fratelli d’Italia. Nessuna provocazione, osserva l’eurodeputata: “L’invito alle altre forze di centrodestra è sincero e nel segno dell’unità. Il 25 aprile dovrebbe essere una giornata di memoria condivisa, non divisiva. Mi auguro che accolgano questo invito, sarebbe un segnale importante di maturità per la nostra storia”.
Nel frattempo, i più grandi continuano a impuntarsi sulle canzoni: Poco prima del voto finale sul decreto Sicurezza alla Camera, ieri i deputati delle opposizioni hanno intonato “Bella ciao”, mentre i colleghi di centrodestra hanno risposto con l’inno di Mameli. I giovani di FI provano a fare quadrato, nel segno delle parole che, il 25 aprile 2009, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pronunciò a Onna, piccolo paese abruzzese e protagonista della Resistenza, 19 giorni dopo il terremoto che colpì L’Aquila e i paesi limitrofi. “La Resistenza è – con il Risorgimento – uno dei valori fondanti della nostra nazione, un ritorno alla tradizione di libertà. Il nostro compito è di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica”, disse il Cavaliere. “Parole che insegnano ancor oggi a costruire una memoria condivisa e a unire il paese nel nome della libertà”, ricorda oggi Moratti. E chissà che con la nuova compagine interna al partito, su spinta di Marina Berlusconi, Forza Italia non riesca davvero a farsi collante fra le due sponde del Parlamento. Stefania Craxi ed Enrico Costa – rispettivamente i nuovi capigruppo azzurri in Senato e alla Camera – hanno dato uno scossone all’opposizione rimettendo sul tavolo il dossier fine vita, ancora. Sempre il successore di Paolo Barelli è stato fra i primi a sottolineare la necessità di un pronto intervento sul tanto discusso compenso per gli avvocati che si occupano di gestire le pratiche di rimpatrio se i loro assistiti decidono di tornare nei paesi d’origine.
Oggi, con questo rinnovato attivismo antifascista, si potrebbe pensare a un ricollocamento tattico teso a innalzare Forza Italia come unica bandiera liberale del centrodestra, ma anche a mostrarsi contemporaneamente più aperti al dialogo con la sinistra. “Forza Italia non si ‘ricolloca’”, resta fedele alla propria identità popolare, liberale, riformista ed europeista”, risponde Moratti, secondo cui “essere dialoganti non significa cambiare campo, ma avere la capacità di confrontarsi nel merito dei temi, nell’interesse del paese. E’ una qualità, non un limite”. Si scende in piazza e si sfila ricordando insieme la Resistenza, dunque, convinti che la Festa della Liberazione sia patrimonio di tutti gli italiani. “Rivendicarne il significato – conclude l’eurodeputata azzurra – significa sottrarla a letture di parte e restituirla alla sua dimensione più autentica di momento di unità nazionale attorno ai valori di libertà e democrazia”.