Alt alle primarie. I sindaci di Firenze, Torino, Brescia, Padova invitano a puntare sul programma e a non sprecare l'attimo favorevole

"Abbiamo appena vinto un’importante battaglia politica”, dice la sindaca dem di Firenze Sara Funaro, “è da lì che dobbiamo ripartire, stando nel merito delle questioni che interessano davvero ai cittadini. Lanciamo dieci proposte concrete capaci di unire il centrosinistra su temi che ci stanno davvero a cuore: casa, sicurezza, sanità, welfare, scuola. Non ha senso, dopo questa vittoria, avvitarsi in un dibattito sul ‘sì o no’ alle primarie". 

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3 APR 26
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Sara Funaro durante le premiazioni del calcio femminile all'evento Women4Football presso il Salone dei 500 di Palazzo Vecchio, Firenze, 16 marzo 2026. ANSA/Ufficio Stampa Comune di Firenze + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

Roma. Mettere nel cassetto la lotta per la leadership del centrosinistra, tema “divisivo e prematuro”, come scrive il guru dem Goffredo Bettini su Rinascita, o mettersi davanti ai blocchi di partenza, come ha fatto il leader m5s Giuseppe Conte e come ha suggerito il leader di Italia Viva Matteo Renzi, entrambi ex premier? E ancora: fare spazio a Conte, favorito al momento dai sondaggi come leader potenzialmente “attrattivo” sui moderati, o misurarsi con il consenso per blindare la segreteria dem? Chi è già sul campo, cioè i sindaci di centrosinistra, invita a non sprecare l’attimo favorevole. “Abbiamo appena vinto un’importante battaglia politica”, dice la sindaca dem di Firenze Sara Funaro, “ed è da lì che dobbiamo ripartire, stando nel merito delle questioni che interessano davvero ai cittadini. Lanciamo dieci proposte concrete capaci di unire il centrosinistra su temi che ci stanno davvero a cuore; penso alla casa, alla sicurezza, alla sanità, al welfare, alla scuola. Non ha senso, dopo questa vittoria, avvitarsi in un dibattito sul ‘sì o no’ alle primarie. Oggi esiste una legge elettorale che indica chiaramente una strada, trovo normale e giusto che la segretaria del partito maggioritario del centrosinistra abbia legittime ambizioni – segretaria che, lo sottolineo, ha già posto da tempo al centro del suo impegno temi cruciali per i cittadini”. Il sindaco dem di Torino Stefano Lo Russo ricorda che “il metodo con cui individuare il leader della coalizione è chiaro: o è il leader del partito che prende più voti oppure si ricorre a primarie di coalizione. Oggi però la priorità è costruire un programma condiviso e rafforzare il rapporto con gli elettori. Aprire ora una discussione sulle primarie rischia solo di dividerci e di distogliere l’attenzione dai contenuti”. Ma Conte fa bene ad accelerare? “La posizione di Conte”, dice Lo Russo, “è un segnale politico importante: indica chiaramente una scelta di campo e la volontà di costruire con noi un percorso comune in vista delle elezioni politiche, in linea con quanto già fatto nelle elezioni regionali dello scorso anno. Ora però questa disponibilità va tradotta in un lavoro serio e condiviso sul programma”. C’è chi invita la segretaria dem a fare un passo indietro in favore di Conte, chi vorrebbe un federatore, chi sogna un tavolo di coalizione. Quale strada scegliere? “Credo che tutte queste ipotesi”, dice Lo Russo, “rischino oggi di porre il tema nel momento sbagliato. Prima si costruisce una visione comune e un programma credibile, poi si troverà anche una sintesi sulla guida della coalizione”. Laura Castelletti, sindaca di Brescia eletta alla testa di una lista civica, dice di pensarla come la sindaca di Genova Silvia Salis: “Credo che oggi non servano primarie, soprattutto nella forma che abbiamo conosciuto in questi anni. In un passaggio così delicato, il rischio è di alimentare una competizione interna che finirebbe per indebolire il campo progressista, invece di rafforzarlo. La priorità deve essere un’altra: costruire una proposta politica credibile e unitaria, capace di parlare al paese e di rappresentare un’alternativa solida alla destra. Per questo penso che chi ha responsabilità politiche debba assumersi fino in fondo il compito di trovare una sintesi. Serve un confronto serio, esigente, che porti a individuare una figura autorevole, in grado di tenere insieme la coalizione, interpretare le esigenze del paese e guidare un progetto chiaro e condiviso. Non è il tempo delle divisioni, ma delle scelte responsabili”. Invoca unità anche Sergio Giordani, sindaco di Padova eletto da civico per il centrosinistra: “Penso che la segretaria del Pd, in questi anni, abbia fatto, spesso in solitaria, un eccellente lavoro di cucitura che ho davvero apprezzato anche come sindaco espressione di una lista civica. Il centrosinistra ha bisogno di unità come l’aria che respiriamo. Dopo il referendum, gli elettori ci consegnano una grossa responsabilità: non dividerci e vincere le Politiche”. Dai territori, insomma, dice Giordani, arriva l’invito a “lavorare su una visione che sappia entusiasmare e interpretare i bisogni reali delle persone”.