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Al di là degli steccati

Tajani e Lollobrigida candidano l'ex segretario del Pd Martina alla guida della Fao

Redazione

Il governo punta sull'ex capo dei democratici come prossimo dg dell'agenzia Onu: "Storia politica diversa, ma il nostro governo premia l'impegno all'interno delle istituzioni. Non abbiamo preclusioni rispetto all'appartenenza partitica quando c'è necessità di sostenere l'Italia"

Strano ma vero. Il governo punta tutto su un ex segretario del Pd per il futuro della sicurezza alimentare del mondo. L'Italia "ha deciso di candidare Maurizio Martina alla guida della Fao". Ad annunciarlo a Bruxelles, a margine del Consiglio Ue dei ministri degli Affari esteri, il vicepremier e inquilino della Farnesina Antonio Tajani. Il governo italiano, gli ha fatto eco il collega di governo, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, "ha sostenuto l'ex segretario del Pd come vicedirettore della Fao in questi anni. È stato il primo italiano in questo ruolo". Dunque, ha proseguito Lollo: "Anche se Martina ha una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l'Italia meritasse di avere quel ruolo e che possa meritare ancor di più, di avere un ruolo di guida di un'organizzazione internazionale di livello che ha la sede a Roma". Nella Fao (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) "il collega, essendo stato ministro dell'Agricoltura anche lui prima di me, potrà rappresentare al meglio l'interesse generale di un'organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento all'agricoltura", ha aggiunto ancora il ministro. Secondo il titolare dell'Agricoltura la proposta del nome di Martina a direttore generale della Fao è un'ulteriore "dimostrazione che il nostro governo premia l'impegno all'interno delle istituzioni, che non abbiamo preclusioni rispetto all'appartenenza partitica quando c'è necessità di sostenere l'Italia"

Martina ha espresso gratitudine nei confronti di Palazzo Chigi: "Ringrazio il governo italiano, i ministri Tajani e Lollobrigida, per la proposta sul futuro della Fao che hanno avanzato oggi a Bruxelles. In questi anni ho cercato di fare il meglio per servire il mandato speciale di questa grande organizzazione tecnica multilaterale e tutti i suoi paesi membri". Per l'attuale vicedirettore generale della Fao "inizia ora un lungo e appassionante percorso di confronto e l'unità europea, sarà una condizione decisiva per offrire a tutti, globalmente – ha aggiunto – una forte prospettiva al passo con le enormi sfide che siamo chiamati ad affrontare sui temi della sicurezza alimentare e della lotta alla fame che purtroppo ancora colpiscono ogni giorno milioni di persone ovunque nel mondo".

Un gesto di fair play politico in nome della patria che al Nazareno viene accolto con grande soddisfazione: "Sarebbe una straordinaria opportunità per l'Italia", dice la segretaria del Pd Elly Schlein. "Martina è persona stimata, che ha maturato esperienze internazionali e dimostrato capacità di visione e di governo anche in questi anni di fruttuoso impegno nella Fao. La sua è una figura di grande valore a livello nazionale e internazionale", prosegue la segretaria, confidando che "il governo opererà con determinazione affinchè diventi una candidatura condivisa a livello europeo. Da parte nostra troverà un sostegno convinto". 

Dal 13 gennaio 2021, pochi anni dopo aver lasciato il Nazareno, Martina ricopre l'incarico di vicedirettore generale della Fao. Nel 2007 è diventato segretario del Partito Democratico in Lombardia, ruolo che ha ricoperto fino al 2014. Nei quattro anni successivi è stato ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e nel 2018, in seguito alle dimensioni di Matteo Renzi, è stato eletto segretario del Pd dall'assembea del partito. A novembre dello stesso anno ha rassegnato le dimissioni in vista del congresso e si è candidato alle primarie del 2019 per la scelta del segretario, vinte da Nicola Zingaretti. In quell'anno, come ricordiamo qui, durante il congresso dei dem, la mozione presentata da Martina diceva che “il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”. Tra i firmatari c’erano Alessandro  Alfieri, Lorenzo  Guerini, Graziano  Delrio, Vincenzo  De  Luca e Debora  Serracchiani, attuale responsabile Giustizia del Pd.