Molinari contro Vannacci: "Tagliare ogni tipo di rapporto con chi si riconnette a ideologie violente"

Il capogruppo della Lega alla Camera ha rivolto un appello all'intero centrodestra affinché prenda le distanze da "azioni" e "simboli" sconfitti dalla storia. Tuttavia, nel giorno dell'addio del generale al partito, appariva chiaro che il vero destinatario di quelle parole fosse proprio lui
di
3 FEB 26
Immagine di Molinari contro Vannacci: "Tagliare ogni tipo di rapporto con chi si riconnette a ideologie violente"

Ansa

"È necessario che anche dalla parte nostra ci sia il coraggio di tagliare ogni tipo di rapporto con chi con parole, azioni e simbologie si riconnette a ideologie violente e sconfitte dalla storia del passato, che non possono avere luogo e che non possono creare un clima di leale collaborazione, che è quelo che serve oggi per dare sicurezza al paese”. A dirlo è Riccardo Molinari, capogruppo dei leghisti alla Camera, dopo l'informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino avvenuti sabato 31 gennaio. L'appello di autocritica al centrodestra di Molinari suona in realtà come un messaggio ben indirizzato al vicesegretario della Lega Roberto Vannacci, prossimo a uscire dal partito per fondarne uno tutto suo dal nome "Futuro Nazionale", insieme ai neofascisti di CasaPound. Ma le frasi finali dell'intervento del capogruppo leghista non sono piaciute al deputato leghista Domenico Furgiuele, vannacciano doc, e soprattutto il protagonista della bagarre avvenuta venerdì scorso alla Camera per aver provato a parlare di una proposta di legge sulla remigrazione con il suo comitato "Remigrazione e riconquista", che riunisce sigle neofasciste, come appunto CasaPound o Rete dei Patrioti. Insomma non poteva di certo tradire proprio ora il suo generale. E infatti, anche se era presente al momento del discorso, non si è unito all'applauso infuocato dei suoi colleghi di partito per l'intervento di Molinari.
Il capogruppo del Carroccio dopotutto non fa mistero della divergenza di vedute dal generale, tanto che ai cronisti in Transatlantico dice che accoglierebbe "col sorriso" un eventuale uscita dell'eurodeputato dal partito, e non è il solo leghista a pensarla così.