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La sobria protesta di Iv davanti all'ambasciata iraniana, per distinguere popolo e regime
La manifestazione di Italia Viva sceglie toni misurati e un messaggio chiaro: l’Iran non è un’astrazione diplomatica ma un paese segnato da una repressione sistematica. Ricordarlo significa rompere l’indifferenza
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20 JAN 26
Ultimo aggiornamento: 07:40 PM

C’è un elemento di sobrietà, più che di spettacolarizzazione, nella manifestazione organizzata da Italia Viva davanti all’ambasciata iraniana. Un gesto semplice, diretto, che evita il linguaggio generico delle condanne rituali e prova invece a fissare un punto politico chiaro: distinguere senza ambiguità tra il popolo iraniano e il regime che lo governa. La scelta di riprendere un simbolo diventato noto a livello internazionale non serve ad alzare i toni, ma a rendere comprensibile il messaggio. L’Iran non è un dossier astratto né una questione da risolvere con formule diplomatiche automatiche. È un paese in cui la repressione è sistematica e in cui una parte della società civile continua a pagare un prezzo altissimo per chiedere libertà elementari. Ricordarlo davanti all’ambasciata, senza infingimenti, è un modo per sottrarre il tema all’ipocrisia e all’indifferenza.