Non chiamatelo “Urss”! Urso vede complotti e vuole 500 mila euro di risarcimento

Il ministro delle Imprese minaccia una causa da 250-500 mila euro contro il Foglio (e il Riformista). Si è sentito "leso nell'onore e nella reputazione" per articoli su "delicati temi di politica industriale: caro benzina, caro voli, licenze taxi, ex Ilva”. E per l'uso di un "nomignolo originale ma denigratorio"
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12 JUN 24
Ultimo aggiornamento: 05:58 AM
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Al ministro delle Imprese e del Made in Italy non piace essere chiamato “Adolfo Urss”, e perciò vuole farci una causa di valore compreso tra 250 e 500 mila euro. Il 7 giugno, il giorno prima delle elezioni europee, il ministro Urso ha depositato un’istanza di mediazione civile – il passaggio che prelude a un’azione civile – perché si è sentito leso nell’onore da articoli del Foglio che hanno criticato la sua politica industriale statalista. Oltre a me e al direttore Claudio Cerasa, Urso ha avviato il procedimento anche nei confronti di Annarita Digiorgio e dell’ex direttore del Riformista Andrea Ruggieri per un articolo che verteva sugli stessi temi.
I giornalisti, secondo il ministro, “hanno tenuto un comportamento gravemente lesivo dell’onore e della reputazione” del ministro delle Imprese “attraverso la diffusione di articoli denigratori e non rispondenti alla realtà in merito ad alcuni delicati temi di politica industriale, quali: caro benzina, caro voli aerei, licenze taxi, ex Ilva e Uber”.
Urso ce l’ha in particolare con un mio lungo articolo, pubblicato sul Foglio del 14 febbraio 2024 con il titolo “Terapia d’Urso”, che analizzava criticamente l’attività di un esponente di punta del governo Meloni, caratterizzata da un profluvio di dichiarazioni e di azioni dirigiste e ostili al mercato che, ad avviso di questo giornale, acuiscono gli storici problemi dell’Italia anziché risolverli. Una banale e legittima critica politica, come si usa nelle democrazie liberali, contraria alla trasformazione del Mimit in una sorta di Gosplan sovietico.
Ma il ministro cita anche due articoli del 3 agosto 2023 – uno mio e l’altro di Digiorgio sul Riformista – “dal contenuto perfettamente sovrapponibile ed ove si ricorre all’utilizzo di un nomignolo originale, ma dai connotati fortemente denigratori, quale Adolfo Urss”. Appellativo che non era così oltraggioso se lo stesso Urso, a distanza di pochi giorni, lo definì sorridendo “una cosa simpatica”. Si è sentito denigrato dopo un anno, a scoppio ritardato. Ma su questa storia c’è da fare una specificazione, che mostra il lato complottista del ministro.
Nessuna velina, nessun mandante esterno, né multinazionali né potenze straniere. Solo la fervida immaginazione di un ministro che, insofferente alle voci critiche, minaccia una causa da mezzo milione di euro a chi contesta le sue politiche. Come in Urss.