Marcello Pera (Lapresse)

l'intervento

Pera striglia il governo: "Basta ddl inutili. Meloni riscopra la sua agenda"

Redazione

L'ex presidente del Senato chiede all'esecutivo di lascia perdere i disegni di legge "inutili e dannosi". E di concentrarsi su presidenzialismo e riforma dell'ordinamento giudiziario, "un progetto pragmatico, deciso e fermo per cambiare davvero il paese"

"Non è ancora venuta fuori l’agenda Meloni". Marcello Pera, ex presidente del Senato e uno degli esponenti più autorevoli del governo (siede ora in Parlamento come senatore di Fratelli d'Italia), non si fa remore a derubricare le ultime polemiche attorno all'esecutivo – dalle parole di La Russa su via Rasella fino alla proposta di Rampelli di sanzionare chi utilizza vocaboli stranieri nella pubblica amministrazione – come ostacoli al programma della premier. Episodi "inutili e dannosi", che possono essere assorbiti solo "se c’è un disegno politico più alto e più ampio". Ed è proprio qui, secondo l'ex presidente del Senato, che si trova il punto dirimente nell'analisi dei mesi di governo.

 

Il "progetto pragmatico, deciso e fermo per cambiare davvero questo paese" coincide con la riforma in senso presidenzialistico della Costituzione: il "pezzo fondamentale" dell'agenda di Giorgia Meloni. Che però, almeno finora, non ha trovato lo spazio necessario alla sua realizzazione. E le prospettive per il futuro non paiono migliori: "Un processo di grandi riforme non si può fare senza almeno un’intesa sul metodo con una parte delle opposizioni", avvisa Pera. Ma se con Enrico Letta un dialogo propositivo sembrava possibile, "nessuno di noi sa che cosa aspettarsi da Elly Schlein". Si torna quindi punto e a capo.

 

Non si tratta solo del presidenzialismo. "Bisogna ritoccare anche il bicameralismo perfetto e il procedimento legislativo, in modo che il governo abbia la possibilità di applicare il proprio programma e il Parlamento non possa bloccare all’infinito le leggi", continua Pera, aggiungendo l'ordinamento giudiziario all'elenco delle priorità. Se il contesto politico ha impedito fino a ora l'avvio vero e proprio del programma di governo, l'ex presidente del Senato confida che Meloni, a cui non lesina complimenti, possa mettere in atto la "piattaforma di cambiamento e riforme in cui è stata eletta". Perché "se non ce la fa lei, in questa legislatura non vedo proprio chi altri possa".