Foto di Frustaci/Antimiani, via Ansa 

l'intervista

Gemmato risponde alle accuse: “Sono pro vax. Sono vaccinato. Ma non siamo chiusuristi”

Gabriele De Campis

Il sottosegretario alla Sanità di FdI sostiene che il suo intervento è stato "strumentalizzato" e dice che "ogni decisione futura sulla pandemia si dovrà basare sulle evidenze scientifiche". Poi risponde a Letta, che ne chiede le dimissioni: “È solo propaganda politica”

“Una mattinata come le altre. Qui da sempre abbiamo tutti i vaccini”. Ninni Gemmato, fratello di Marcello, deputato di FdI e sottosegretario alla Sanità, è stato stamattina nella farmacia di famiglia, nella centralissima Viale Roma. Ninni, farmacista, è stato sindaco di Terlizzi: fin da ragazzo ha percorso la trafila militante nel Msi, per proseguirla in An-FdI. Nella cittadina barese le dichiarazioni dell’esponente meloniano sui vaccini alla trasmissione Restart non hanno avuto alcun impatto: “Il flusso della clientela è stato quello consueto”, taglia corto prima di congedarsi. Dal bancone tricolore della farmacia al governo e al ministero della Sanità, il passo è breve.

 

Dopo aver diffuso una nota e aver ricevuto la compatta solidarietà da parte dei colleghi parlamentari di FdI, a partire dal ministro Luca Ciriani, il sottosegretario Marcello Gemmato torna sulla vicenda con Il Foglio, rispondendo in primis a chi lo ha accomunato agli anti-vaccinisti. “Sono pro vax. Sono vaccinato, è vaccinata mia moglie. Riconosco - spiega - la validità dei vaccini e la capacità che hanno di proteggere soprattutto i più fragili. Adesso, però, siamo in una nuova stagione perché stiamo passando da una fase pandemica a una endemica. Abbiamo soltanto il 2 per cento di occupazione delle terapie intensive”. Dopo la premessa aggiunge dettagli sulla trasmissione da cui è nato il casus belli: “Il mio intervento - ribadisce - è stato strumentalizzato. Nei filmati è stata estrapolata una battuta che voleva portare la discussione su cosa non ha funzionato nella lotta al Covid dei precedenti governi. Le inadempienze ci hanno portato adessere come Italia ai primissimi posti al mondo per mortalità e letalità”. 

 

"Nel mio impegno come responsabile della Sanità di FdI - prosegue il sottosegretario - è un punto fermo l’evidenziare, anche attraverso gli atti parlamentari, le grandi lacune della gestione del ministro Roberto Speranza. Quali? Dalla assenza del piano pandemico nazionale, alla grave mancanza di dpi - penso a mascherine, guanti e respiratori - nei primi mesi della diffusione dei virus. Per non parlare del flop della medicina territoriale. Non a caso con il collega Galeazzo Bignami siamo arrivati anche a sporgere una denuncia in tribunale per avere chiarezza sulla esistenza o meno del piano pandemico nazionale”. 

 

Gemmato ricorda anche la polemica nei mesi scorsi con il governatore pugliese Michele Emiliano per i ritardi (“vera inadeguatezza e sciatteria”) nella distribuzione dei vaccini alle farmacie sul territorio regionale. La conclusione del ragionamento è questa: “La lotta al Covid va proseguita senza tregua, ma questo governo ha una visione differente. In sintesi: non siamo pregiudizialmente “chiusuristi", e siamo determinati affinché ogni decisione assunta si fondi su evidenze scientifiche”. L’ultima battuta è per Enrico Letta che ne chiede le dimissioni: “Quella del segretario dem è solo propaganda politica. Il Pd è in crisi, e attacca noi per occultare le proprie lacerazioni interne…”.

 

E dalla Puglia, infine, arriva una voce dall’accademia a difesa del politico meloniano. A parlare è Silvio Tafuri, responsabile della campagna vaccinale del Policlinico di Bari e docente di Igiene all'università Aldo Moro: “Il fatto che un sottosegretario dichiari di voler quantificare gli esisti di una campagna sanitaria di enorme portata, come è stata quella dei vaccini anti Covid, non è blasfemo. L’idea che qualunque intervento sanitario sia giudicato in termini di efficacia e sicurezza è legittima. Immagino che Gemmato abbia semplicemente voluto aprire all'ipotesi di monitorare gli effetti sul campo dell'intervento sanitario più grande della storia".