Il capitano da Crema

Salvini come Mentana. Il partito litiga in chat e lui fa la maratona

Carmelo Caruso

In versione venditore sta per ore su TikTok. Il partito nel frattempo implode e continuano le fughe. In Lombardia si cerca lo sgambetto ad Attilio Fontana. Tre possibili scenari per il leader della Lega

Roma. L’unica alternativa che non è stata vagliata è offrire a Salvini un programma Rai. Per quattro ore, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, è rimasto collegato su TikTok. Sembrava Baffo da Crema: “Forza, amici, siamo a un milione! Ormai ho preso la mano. Stiamo spaccando! Ah, vuoi sapere come si fa ad avere  l’accendino della Lega? Eh, meglio se smetti di fumare, vabbé  te lo dico”. L’ha chiamata “maratona” e ha pure costretto Luca Zaia a collegarsi. Quando ha visto che Zaia parlava seriamente, e con profondità, Salvini lo ha salutato: “Grazie, grazie caro Luca”. I leghisti temono che Salvini non se ne vada neppure se dovesse perdere. Ormai sono tutti in lite. Fabrizio Cecchetti, segretario della Lega lombarda, in chat, e per errore, ha spedito questo messaggio: “Fontana voleva rubarti la notizia. Abbiamo fatto un giochetto...”.


La Lega sgambetta la Lega. Il messaggio di Cecchetti è rimasto in chat pochi secondi prima di essere cancellato. Non si capisce quale notizia Attilio Fontana volesse rubare, e a chi, una cosa è però chiara: il coordinatore regionale della Lega lavora contro il governatore della Lega. Lo fa nel momento in cui Fontana è assediato da FdI. Non si vogliono più bene. Per la prima volta un leghista, un deputato, ha avuto il coraggio di rispondere a Salvini con schiettezza. E’ accaduto sempre nella chat dei deputati. Lo Spartaco si chiama Ugo Parolo ed è uno che non ha sofferto della sua mancata candidatura. Non si è lamentato.  Solo per dire che non lo ha fatto per astio.

 

Salvini aveva infatti inoltrato una  sua intervista sul caro bollette: “Fermeremo le follie verdi”. A proposito, durante il suo telemarketing (scriviamo con l’orecchio collegato) ecco cosa dice Salvini dei suoi alleati:  Amici, io non la penso come Giorgia e Silvio… intanto scaricate la app Flat Tax. Preparatevi che  sta per  arrivare Giancarlo Giorgetti…. Ma torniamo allo Spartaco Parolo. Ha  replicato al Capo così: “Perché in cinque anni non l’abbiamo mai posto come richiesta seria del governo (…) ora non ci crede più nessuno a due giorni dalle elezioni”.

 

Nella Lega non si parla di come andranno le elezioni, ma di cosa farà Salvini qualora dovesse scendere sotto il 10 per cento. Adesso le carte sono tre: fine cruenta (scope) fine morbida (elezioni di Salvini a presidente del Senato) abiura (Salvini convoca il congresso e si ripresenta). C’è un assedio a Zaia, l’ unico che può rilanciare la Lega per popolarità. Fedriga è in caduta negli exit poll interni. Sale invece la possibilità di avere due proconsoli come Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti. Nel frattempo, ancora il Baffo Salvini su TikTok: Ora ci facciamo un cafferino, amici … Scrivetevi alla Lega sul sito. Digitate lega onliiiine.

 

L’idea di Salvini presidente del Senato è invece una sorta di uscita di velluto. Si dimetterebbe dal partito per ricoprire un incarico istituzionale senza l’offesa, i cavi d’acciaio che sradicano il suo busto. La terza, quella dell’abiura, è la vera angoscia della base. Salvini, forte di un federale che controlla, potrebbe presentarsi come un flagellante. Dice un dirigente: “E’ l’espediente più vecchio di sempre, quello delle dimissioni finte. Potrebbe dire: il progetto riconosco che è fallito. Ho sbagliato. Vi chiedo di ripartire”. Lo chiamano un nuovo battesimo nel Po”.

 

Le dimissioni più eclatanti, e si spiegherà il perché, sono altre. Sono quelle che ha presentato, ieri, a Taranto, Claudio Eugenio Aurora. Finora a dimettersi sono stati parlamentari delusi, assessori regionali, coordinatori. Sono queste le prime dimissioni di un coordinatore provinciale della Lega giovani. Insieme a lui si sono dimessi anche i due vicesegretari provinciali Michele Andrisano e Marco Natale. Sono giovani che hanno davvero “creduto”,   tanto da “autotassarsi e andare a Catania in occasione del processo a carico di Salvini”. Ovviamente c’è chi vuole sapere come è finita la maratona. E’ finita prima delle 18 perché Salvini ha organizzato un sit-in contro von der Leyen. E’ finita con il Baffo Salvini che diceva al segretario federale nazionale dei giovani, Luca Toccalini: Ma che bel capello frizzante. Raga, caspita, si è fatta una certa. Usti! Ora si spiega perché ce l’ha con la Rai. Vuole fare l’anti Mentana. E’ già nata una nuova tv: La Salvini.

 

Di più su questi argomenti:
  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.