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Palazzo Chigi

"Benedetti affari correnti". Il dolce intermezzo del Draghi liberato

Carmelo Caruso

Decreti, Cdm, pace con i sindacati. E si prepara pure una prossima conferenza stampa. Con le dimissioni anche il governo lavora meglio e a Palazzo Chigi c'è chi dice: "Magari durassero ..."

Sono straordinari perché “correnti” e sono “affari” benedetti perché “non si è mai lavorato meglio”. Liberato dal catasto, dai balneari, dalle minacce di potere tassinaro, il governo sblocca parchi eolici (Franceschini? Miao!) firma la pace sindacale con Landini, vara la riforma del processo civile, mette in sicurezza la nostra sovranità: “Proponiamo tre golden power. Il Cdm approva”. Oh yeah! La prossima settimana sarà decreto Aiuti (14 miliardi). In pratica, vale mezza Finanziaria. La premiership “corrente” è la Tesla di Mario Draghi. E dunque è proprio come racconta un vecchio boiardo: “In Italia c’è un momento magico che permette ai premier di fare i premier. E’ un’epifania. Una cometa, una parentesi:  comincia con le dimissioni del governo e finisce con la nascita del nuovo”


E’ l’inter (in mezzo) l’avverbio della felicità. A Palazzo Chigi non hanno mai visto Mario Draghi sorridere così. E sorride perché il Pil è cresciuto oltre le attese (3,4% contro il 3,1% del Def) perché le previsioni sull’anno migliorano. Significa che si è fatto bene e che esiste un “effetto Draghi”. Racconta chi lavora in quei corridoi che “se gli affari correnti durassero qualche anno, il Pil sarebbe alle stelle”. Due Cdm in una settimana, i dati dell’Istat positivi (e chi se lo aspettava?) il ministro Daniele Franco che per una volta  saltella: “Abbiamo le risorse grazie all’extragettito Iva”. Come ha anticipato il Foglio, nelle prossime settimane, ci sarà un pure un nuovo dpcm flussi per rispondere alle richieste della Lega, quella che lavora e non quella che brontola: “Ci servono stagionali, lavoratori, lavapiatti, fate entrare chi volete, ma io devo tenere aperto il ristorante”. Ecco l’elettore medio della Lega cosa chiede. E dato che siamo in argomento, i ristoranti, parliamo delle “cene Aresu”.

 

Bastava andare a piazza di Pietra, a pochi metri da Palazzo Chigi, per capire che straccio di alimentazione erano costretti a fare questi funzionari di governo. Stazionavano tutti al “Panino Ingegnoso” di Tamara (buonissimo) e sbranavano insalate, focacce con mortadella e porchetta: “Forza, che abbiamo riunione”. Capitava di vedere Carlo Deodato, capo del Dagl, mangiare riso in bianco insieme al “soprasegretario” Roberto Garofoli (“posso ordinare un’insalata Hack?”). Antonio Funiciello, capo di gabinetto, chiedeva il panino “Leonardo da Vinci” ma d’asporto. Si racconta che ogni sera, da quando il governo è caduto, Funiciello e Garofoli sono ospiti a casa di Alessandro Aresu, consigliere del premier e già capo della segreteria tecnica dell’ex ministro Peppe Provenzano. Garantiscono che sia uno chef sardo di valore.

 

E’ solo un capoverso, e si direbbe di “colore”, ma serve a spiegare che, dopo un anno e mezzo vissuti dovendo gestire gli spasmi dei partiti, uno staff, una comunità, un presidente provano nuovamente la leggerezza precedente del fare. Non sono più costretti a pensare: “Se entra Letta, ci resta male Salvini. Ma se entra Salvini e Letta, Conte dirà che è bulizado, maldradado”. C’è chi dice a Palazzo Chigi: “E’ stata una guerra civile, ogni giorno aveva la sua pena”. Chi ci ha abitato in diversi governi precisa “che ora sì che è il Palazzo più sereno, dai tempi di Gianni Letta”. E infatti si marcia.

 

Due riunioni con i delegati di Mite e Mic per poi decidere: “Bene, in Cdm sblocchiamo 11 impianti fotovoltaici”. Si applica il decreto 50. Tutte le volte che enti locali praticano ostruzionismo, tutte le volte che il Mic si oppone, tutte le volte che è necessario superare la Via (la valutazione di impatto ambientale. Breve nota. Gli italiani sono capaci di chiamare “Via” una procedura che blocca. Eccezionale!) si va in Cdm e “preso atto delle lamentele si costruisce ugualmente”.

 

Lavorano magnificamente anche i ministri. Giancarlo Giorgetti è riuscito ad approvare in questi giorni il tetto per i compensi degli amministratori straordinari e rimodulare gli sconti per l’acquisto di auto elettriche. Andrea Orlando ha ottenuto il bonus mobilità: 60 euro sul trasporto pubblico. Roberto Cingolani è arrivato a quota 70 per cento per quanto riguarda gli stoccaggi del gas.  Peccato invece che Francesco Giavazzi sia già partito per le vacanze, ma sarebbe bello se, al suo ritorno, prima di lasciare, tenesse una lectio magistralis “molto corrente” per spiegare che la concorrenza, la malabestia contro cui ha combattuto, è solo l’orco delle fiabe. Una paura da sconfiggere. Era accaduta la stessa cosa con l’alta velocità, con Italo. Oggi tutti vedono gli effetti della concorrenza e Ferrovie italiane va perfino a costruire in Francia la linea Milano-Parigi. Purtroppo negli “affari correnti” l’unica cosa che manca è proprio la vera Concorrenza, ma grazie a Sergio Mattarella, che ha consegnato al Draghi corrente un mandato ampio, si potrà intervenire sul resto: inflazione, Ucraina.

 

Dice un funzionario: “Dispiace solo che non si potranno preparare i decreti ‘onda d’urto’, quelli che servono a consolidare la ripresina. Ma, malgrado tutto, benedetti affari correnti”. Al prossimo Cdm ci potrebbe essere anche la sorpresa: la conferenza stampa del Draghi liberato come Prometeo... I partiti che gli hanno tolto il fuoco di governo gli hanno regalato due mesi di dolce governo.

 

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio