Il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro (foto Ansa)

“No all'irresponsabilità”. Confindustria Veneto con i governisti e contro i riottosi della Lega

Marianna Rizzini

"Lega e M5s si rendono conto che l'inflazione e l'approvvigionamento di gas sono problemi reali, non dicerie? Per fortuna qui nel nord-est ha prevalso una linea governista". Parla Enrico Carraro

Visto dal Nord, dagli imprenditori che vivono e lavorano nei territori storici della Lega, il confronto aspro tra governisti e non all’interno del partito di Matteo Salvini, con il ministro Giancarlo Giorgetti alla testa dei primi, appare quasi quasi surreale. E le prese di posizione di alcuni deputati leghisti, quelli che minacciano ostruzionismo “come la peggior opposizione” (e c’è chi, nei giorni scorsi, ha chiesto al leader di valutare l’uscita dalla maggioranza) appaiono “irresponsabili”. Così le definisce Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto: “Trovo irresponsabile un comportamento simile da parte della Lega e da parte dei Cinque stelle, tra l’altro rispetto a un governo che ha scadenza naturale a breve termine e a un autunno che si profila freddo, più che caldo, in senso letterale, visti i probabili problemi nell’approvvigionamento del gas”. Guardando da un lato la scissione nel M5s e dall’altro la Lega alle prese con la diversità di linee politiche interne, Carraro si consola alla vista della Lega veneta: “Qui e nel Friuli mi paiono tutti molto più governisti o quantomeno governisti di fatto, al di là delle parole. Mi pare insomma che anche chi ha criticato il governo Draghi su alcuni punti, sia poi pronto a sostenerlo. Che poi è quello che si deve fare, a mio avviso”.

 

Carraro individua le emergenze probabili (che avranno bisogno di un governo saldo per essere affrontate): “Intanto dovremo fare i conti con il rischio energetico e la partita del price-cap sul gas – e vedo per esempio che in Spagna, paese simile all’Italia, si sta procedendo bene. Ma si profila all’orizzonte anche un altro problema grandissimo, quello dei salari. Di fronte a questo, gli imprenditori si aspettano che la politica metta da parte i personalismi. Invece sembra a volta di avere davanti dei bambini”. E insomma il giudizio, dal Nord, è impietoso. “Si rende conto, chi si crogiola nei personalismi, che il caro bollette e l’inflazione montante non sono dicerie? E che rischia di crearsi una miscela esplosiva quando a tutto ciò si aggiungerà la questione dell’approvvigionamento del gas? Per non dire del problema cogente di oggi, quello idrico. Per la diga foranea di Genova non c’è stata partecipazione al bando per carenza di materie prime: questo vuol dire che la paura impedisce agli imprenditori di fare programmi. E per tutta risposta, con un quadro simile, c’è chi si mette a fare ultimatum e penultimatum?”.

Gli imprenditori, dice Carraro, “hanno già dovuto affrontare il periodo del Covid, però si erano ripresi. Poi è arrivata la guerra e il problema dei costi delle materie prime, cosa che si ripercuote e si ripercuoterà a valle a livello di aumento prezzi. C’è allora bisogno che la politica sia vigile e che il governo sia messo in condizioni di prendere decisioni con serenità, procedendo a ranghi stretti”. Intanto, ieri, ha incassato la fiducia alla Camera sul Dl aiuti. Si attende il voto al Senato, dove pesa l’incognita del M5s. Per la Lega il fronte prende i nomi dello ius scholae e della cannabis (è su questi temi, infatti, che i parlamentari riottosi annunciano battaglia), mentre la telefonata tra Salvini e Giorgetti (che aveva consigliato di lasciare perdere “i rivoluzionari da Scuola Radio Elettra”), al di là delle parole distensive sul partito “compatto”, lascia aperto l’interrogativo: che cosa farà davvero la Lega dopo l’estate? 

  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.