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A una settimana dal voto, nel Palazzo si discute di regali e candidati “da non bruciare”

Antonello Capurso

Tiene banco l'annuncio della candidatura di Berlusconi che rischia di "creare uno stallo surreale" secondo Calenda. "È l'unico trasparente" lo difende Santanchè

Colle antiaderente. Il senatore Andrea Causin (Coraggio Italia versante Brugnaro) non si nasconde le difficoltà nell’eventuale candidatura Berlusconi: “Questo parlamento con il voto segreto è ingovernabile, ma bisogna essere leali con il centrodestra e Coraggio Italia vota Berlusconi, se si candida. Però la cosa va verificata e io percepisco che nella Lega e in Fratelli d’Italia è molto probabile che ci siano dei franchi tiratori. Comunque lui non mi ha chiamato, dopodiché non è mica brutto se uno chiede il voto, e se c’è da sentirci o da vederci assolutamente sì, se vuole fare un passaggio personale con me ben venga, e non è neanche vero che regali quadri e gioielli preziosi. Io per esempio a Natale ho avuto un regalo molto simpatico da Berlusconi: una padella antiaderente. La uso perché ho le galline ovaiole e quindi ci posso fare frittate e colazioni straordinarie. E’ stata molto gradita in quanto il cadeux natalizio non deve mai essere imbarazzante. Io invece regalo cassette di radicchio, perché lo produco. Ma vai a Campo de’ Fiori a vedere quanto costa una casetta di radicchio, magari ti arriva a cento euro!”.

 

Se. Il senatore Andrea Causin (Coraggio Italia) dichiara: “Se ci fosse un po’ di logica si farebbe un accordo complessivo su Draghi al Quirinale e si troverebbe una soluzione con un tecnico a Palazzo Chigi, Franco o Cartabia. Se invece un accordo largo non sarà possibile, se Berlusconi alla fine non si candida e se non ce la facessero neanche figure istituzionali come Casini o Amato, dopo la quinta votazione gli schieramenti tenderanno ad allargare il campo della propria parte e allora nel centrodestra i numeri per ambire potrebbero averli Elisabetta Casellati e Marcello Pera”.

 

Opzioni ambientaliste. L’onorevole Andrea Cecconi (FacciamoEco) confida: “Il presidente Mattarella è molto stimato da tutti, è il nome che può dipanare questa matassa. Auspico che alla fine decida di restare per un secondo mandato, volendo anche a tempo. Mattarella ha già ripetuto che non vuole? Forse, ma all’auspicio e al desiderio non si può comandare. Altrimenti mi piacerebbe eleggere un presidente della Repubblica donna. E’ difficile ma sarebbe anche un segnale. A me andrebbero bene sia Rosy Bindi che Anna Finocchiaro. Su due personalità così sono disposto a ragionare, mentre di certo non sposerei i nomi di Marta Cartabia o Elisabetta Casellati”.

 

Elefanti. Secondo Carlo Calenda, fondatore di Azione, “la candidatura di Berlusconi è un elefante in mezzo alla stanza che blocca il confronto”. Il senatore Matteo Richetti, cofondatore di Azione, ritiene che non sia “semplice mettere d’accordo Conte, Letta e Renzi” e tuttavia vede come unica soluzione la strada Calenda: “E’ necessaria la riflessione portata avanti da Carlo da diverse settimane, e ora ripresa da Pd e Italia viva: un patto di legislatura per rafforzare il governo Draghi davanti a un 2022 piuttosto complicato. Sarebbe la condizione necessaria per un nome al Quirinale di alto profilo. Noi abbiamo proposto Marta Cartabia, ma l'insistere su Berlusconi ha creato uno stallo surreale. Si ritira, non si ritira? Così il centrodestra sembra dire al parlamento: non ci interessa un nome largo e di garanzia per tutti. Mi sembra ancora tutto per aria”.

 

Di Berlusconi ce n’è uno. L’onorevole Daniela Santanché (FdI) ritiene “atipico” il modo di eleggere il presidente della Repubblica in Italia: “Tutto avviene nelle segrete stanze perché chi si candida si brucia. Ma è normale? Qui l’unico apertamente in campo è Berlusconi, uscito allo scoperto senza schermirsi e con trasparenza. E’ stato un innovatore assoluto anche in questo, un unicum nella storia. Se non ce la fa però ci vuole un piano B”.