Centrodestra spa

Salvini fa il pattinatore ad Atreju: "Berlusconi al Colle. Draghi rimanga fino al 2023"

"Se entrerei in un governo con Giorgia premier? Certo anche lei farebbe altrettanto"

Simone Canettieri

Il popolo di Giorgia Meloni lo applaude ma tiepido. Il capo della Lega punzecchia il suo ministro Giorgetti ("Io non mando messaggi a Di Maio"), loda la leader di FdI "un'amica". Rimane ossessionato dalla sinistra: "Leggo solo Capezzone"

Fuori diluvia, dentro c'è chi pattina. È Matteo Salvini. È il socio del centrodestra spa che sta perdendo voti proprio a discapito di chi lo sta ospitando. Atreju, festa meloniana dei conservatori. Il leader della Lega dice di "essere a casa di un'amica". E Giorgia gli manda un bacio. Salvini pattina, anche se fuori dal tendone c'è davvero una pista  di ghiaccio, su tutte le contraddizioni che lo accompagnano. "Se entrerei in un governo con Giorgia premier? Certo anche lei farebbe altrettanto". Draghi? "Non ha difetti". Mattarella e il suo intervento sul Csm considerato tardivo? "Di Mattarella si parla solo bene".Giovani Minoli lo intervista sul palco.Stile mixer. Lo torchia come si deve. Salvini sta qui perché non potrebbe non starci. Ma quel piede che si muove a ripetizione indica nervosismo.

   

Il pubblico di Atreju lo applaude, ma non si spella le mani. In prima fila la nomenclatura del partito. Meloni, maglione rosa, fa tutto dal palco: "Disciplina, mettetevi seduti. Ora ordine". È seduta fra La Russa e Sboarina, il sindaco di Verona scippato al Carroccio. Poco più destra, voilà Marion Le Pen con il marito Vincenzo Sofo, europarlamentare eletto con la Lega e ora con FdI. "Ma è vero che sogni di fare il ministro?", domanda Gianni Alemanno a colui che non lo ha eguagliato: c'è Enrico Michetti in prima fila. "Sono a disposizione delle istituzioni", dice il tribuno per non dire un granché. Intanto Salvini pattina sul Colle? "Il nostro candidato? Berlusconi". E poi aggiunge: "Ma il presidente deve essere votato da tutti". Minoli gli fa dire che "Draghi dovrebbe rimanere al governo fino al 2023". Ma poi Salvini inchioda e cambia direzione. Nessuno ci capisce un fico secco sulla strategia della Lega, ma è sciocco svelarla. All'ex ministro dell'Interno mancano i poliziotti, dice a proposito del periodo al Viminale. E visto che c'è annuncia che per Luca Morisi c'è una bella richiesta di archiviazione appena depositata.

  

Su Catello Maresca, il pm consigliere, dice che non va bene, ma bisogna pensare alla sinistra. È ossessionato dai giornalisti, Salvini. Tutti di sinistra ("leggo solo Capezzone") con direttori "ricchissimi". È ossessionato da Giorgetti. "Il miglior ministro della Lega? Erika Stefani perché si occupa dei più deboli". E una. E due: "Io non mando messaggi a Di Maio e non ci vado a mangiare la pizza". Su Renzi: "È un mio avversario, ma i conti corrente sui giornali no, eh!". E tre: "Il nostro collocamento in Europa? I Popolari seguono troppo i socialisti". Meloni è sempre ad applaudire Salvini. La sala un po' meno. Quando Minoli molla la morsa, il leader della Lega si volatilizza.

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.