Nessuna pressione sulle nomine a Roma, nessun dissapore nel Pd. Le repliche di Bettini e Gualtieri al Foglio

Il Foglio ha raccontato in esclusiva la lite tra il sindaco di Roma e l'ideologo del Pd. Risposte e contro risposte

Al direttore - Caro direttore, è impressionante lo stravolgimento dei fatti contenuto nell’articolo uscito oggi (sabato, ndr) sul Foglio a firma di Simone Canettieri. Non voglio commentare, esclusivamente per il rispetto e l’amicizia che ho verso di te che dirigi con così grande intelligenza il tuo giornale. Vado solo ai fatti.

 
1. Tutto il mondo sa che ho contribuito a proporre e difendere Ignazio Marino, pur dissentendo con alcuni aspetti della sua condotta. Per questo ho pagato anche dei prezzi salati. Non ho avuto alcun ruolo nella sua caduta, che fu decisa e poi eseguita in forme inaccettabili dall’allora gruppo dirigente nazionale del Pd guidato da Matteo Renzi. 

 
2. Tanto meno posso aver detto di auspicare la stessa fine per Gualtieri. Una assurdità. Anche in questo caso mi sono speso in modo del tutto disinteressato per dare a Roma un sindaco degno e capace che sta facendo molto bene e che gode della mia stima più assoluta. E che ho ripetutamente sollecitato, si può chiedere a lui, di marcare nei confronti di tutti la sua autorevolezza e autonomia.

 
3. L’idea che da vent’anni decida sugli assetti della cultura a Roma è semplicemente falsa. Basta vedere i nomi. Tutte le più grandi responsabilità sono state attribuite da Alemanno e dalla Raggi a persone che neppure conosco. Anzi negli ultimi quindici anni sono stato vittima io stesso del cambio della maggioranza in Campidoglio, tant’è che pure avendo una fiducia unanime dai miei consigli d’amministrazione, mi dimisi da presidente dall’Auditorium e dalla Festa del cinema. 

  

4. In particolare sulla discussione riguardo alla possibile nuova organizzazione delle istituzioni culturali da parte di Gualtieri venerdì 26 novembre avendo saputo che in una riunione a cui hanno partecipato le istituzioni deputate a decidere è stato fatto il mio nome (in riferimento ad opinioni strettamente personali che mi erano state sollecitate in primo luogo da Gualtieri) ho scritto la seguente email che dimostra l’esatto contrario di ciò che scrive Canettieri. Vale a dire che non solo non mi sono affatto arrabbiato perché non mi farebbero decidere, piuttosto ho voluto precisare con puntiglio che non voglio minimamente interferire su questioni che non mi competono.
   

Ecco il testo dell’email che ho spedito lo stesso venerdì 26 novembre a Dario Franceschini, Nicola Zingaretti e all’attuale Sindaco di Roma. 

 

“Cari amici, sono venuto a sapere che in un confronto istituzionale volto a ridefinire gli assetti delle realtà culturali romane, in particolare in riferimento alla festa del cinema, sono emerse mie presunte indicazioni e volontà. Qualche parola che in passato ho espresso sull’argomento mi è stata richiesta. Ha rappresentato un mio atto di generosità volto a dare un contributo che non pretende minimamente di condizionare scelte la cui responsabilità è in primo luogo del Sindaco Roberto Gualtieri. Vi prego quindi anche nelle discussioni istituzionali future di non chiamarmi in causa, in nessun modo e per alcun possibile risvolto delle vicende. Comunicherò anche al Presidente dell’Istituto Luce Chiara Sbarigia di sollevarmi immediatamente dall’incarico di rappresentare, nel consiglio di amministrazione di Cinema di Roma, l’istituto che ella preside. Vorrei non essere ulteriormente distratto dai miei impegni pubblici con discussioni che, nella loro dimensione e per l’assoluta indifferenza che nutro verso di loro, non rientrano negli interessi attuali del mio lavoro. Un caro saluto, Goffredo Bettini”.

  
Goffredo Bettini


 

Risponde Simone Canettieri. Caro Bettini, la ringrazio. La sua lettera conferma tutto. Ce ne fossero di smentite così. Cordialità.

  


   
Al direttore - In merito ad un articolo  pubblicato sul Foglio questa mattina (sabato, ndr) ho l’obbligo di precisare che quella con il Ministro Franceschini, il Presidente Zingaretti e l’assessore Gotor è stata una normale riunione di lavoro dedicata ai tantissimi temi che richiedono la cooperazione fra Roma Capitale, Governo e Regione nell’ambito della cultura, a partire dagli enti di cui le tre istituzioni sono insieme soci e dai progetti comuni sui musei e i parchi archeologici. Il resto dell’articolo per quanto mi riguarda è una ricostruzione fantasiosa che non corrisponde alla realtà, in particolare con riguardo alle presunte pressioni di Goffredo Bettini per condizionare le scelte dell’amministrazione su questi temi o a inesistenti dissapori tra di noi. 

  
Roberto Gualtieri


 

Risponde Simone Canettieri. Prendiamo atto e confermiamo quanto scritto. L’importante è che non abbia smentito l’unica frase che le avevamo attribuito: “Il sindaco sono io, non Bettini”. Cordialità.

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