Croce (celtica) o delizia? L'assessore di FdI cancella il ciondolo dallo scatto sui social

Due anni fa Gianni Berrino, titolare in Regione Liguria di turismo e trasporti, si diceva orgoglioso della sua medaglietta. Oggi pubblica una foto che sembra ritoccata

Enrico Cicchetti

“Mi dispiace se può infastidire qualcuno ma mi ha accompagnato in tutta la mia carriera politica e mi ricorda da dove vengo”, diceva nel 2019 Gianni Berrino, di Fratelli d'Italia.

L'assessore in regione Liguria ai Trasporti e al Turismo indossava sotto la camicia un ciondolo con la croce celtica – "tra la medaglietta della Madonna e quella di Gesù", spiegava a Repubblica – uno dei più noti e diffusi simboli neofascisti. Ne andava orgoglioso: "Da 40 anni ho la croce celtica appesa alla collanina regalatami da mia bisnonna" e la sfoggiava anche in altre foto condivise sui suoi profili social.

       

        

Due anni dopo l'intervista a Rep., forse un po' di imbarazzo quel simbolo lo suscita persino a lui. Infatti l'assessore si è fatto immortalare mentre si vaccinava e ha messo su Facebook una sua foto dove è senza camicia. Uno scatto che però sembra ritoccato. La catenina della nonna c'è sempre, ma dove dovrebbero esserci i pendagli, le maglie d’oro poggiano su una chiazza di pelle. Sono spariti anche i peli sul petto. Un "buco" che sembra essere fatto con un programma di grafica.

      

    

  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016