Il caso

Gualtieri a piazza San Giovanni per l'ultimo appello al voto. Ci sarà anche Sala

La mossa simbolica dell'ex ministro e le spine dell'accordo con il M5s

Simone Canettieri

La piazza simbolo della sinistra è stata scelta dal candidato dem per chiudere la campagna elettorale. Sul palco i sindaci che hanno già vinto al primo turno

È la mejo piazza della sinistra (e dei suoi derivati più o meno apocrifi). Da qui, da sempre, partono i richiami della foresta. Più o meno pietrificata, a seconda della stagioni. E’ piazza San Giovanni in Laterano. Il Primo maggio con il concertone dei sindacati, i funerali di Berlinguer e di Togliatti, le fatue  scampagnate delle Sardine, gli intermezzi del boom grillino (con Gianroberto Casaleggio che  invocò, come uno sciamano, lo spirito di “Ber-lin-guer Ber-linguer”), il Pd e tutta la filiera botanica, giù per le valli, fino al Pci.

 

Elezioni Roma, quando e dove chiude la campagna elettorale Roberto Gualtieri

 

Qui, a piazza San Giovanni, Roberto Gualtieri venerdì 15 ottobre chiuderà la sua campagna elettorale per il Campidoglio. Sarà un evento di popolo e ceto politico. Sono attesi i sindaci campioni.  Quelli che ce l’hanno fatta al primo turno con la pipa in bocca. E dunque Beppe Sala da Milano, Gaetano Manfredi da Napoli, Mattia Lepore da Bologna. Le tante sfumature di Pd. Ma anche anche di centrosinistra municipale che “fa le cose”. Gli amuleti di Gualtieri. Il partito dei sindaci. 

 

Ci saranno Enrico Letta, ringalluzzito amministratore delegato del Nazareno, ma anche il governatore Nicola Zingaretti, che anche questa volta ha perso la coincidenza per il Campidoglio.  Tutti per Gualtieri, l’ex ministro dell’Economia che vuole la fascia tricolore. Sarà una manifestazione politica. Con uno spazio ridotto, ma ben connotato, per lo spettacolo. Anche qui, siamo alle solite: ci saranno i mejo attori, i mejo registi... Il sogno sarebbe stato Coez con le sue Luci della città – “salto nel vuoto/ vieni con me/ guarda da qui le luci della città” – ma ancora non si possono organizzare i concerti. Avrebbe acchiappato un sacco di ragazzi che, come si sa, al primo turno hanno votato Calenda. Ma il Pd è il partito dell’ordine. Dunque festa sì, ma con moderazione. Con forse una schitarrata del protagonista, cultore della Bossa nova.

  

Ma chi inviterà Gualtieri a questo evento? I romani certo. Ma Giuseppe Conte e Carlo Calenda? No, sarebbe troppo perché è la festa della coalizione che è arrivata al primo turno. Ma magari tra il pubblico, qua e là, spunteranno, a favori di fotografi il diavolo e l’acqua santa: grillini e calendiani pronti a sostenere Gualtieri. Aria da gioiosa macchina da guerra, insomma. Anche se in queste ore i fastidi si registrano proprio nel mondo del M5s. I grillini romani, o meglio ciò che ne rimane, iniziano a essere un po’  irritati da questa morsa in cui sono finiti. Con Calenda che dice a Gualtieri: “Ti sostengo se non ci sono quelli del Movimento in giunta”. E il candidato che scatta sui tacchi: “Lo giuro”.

 

Roberta Lombardi, assessore M5s in regione con Zingaretti, perde le staffe: “Rimane agli atti però che una certa sinistra radical chic continui a guardare con condiscendenza e senso di superiorità il M5s. Gli elettori non sono una mandria di buoi da condurre al pascolo, ma se ci hanno scelto certo non apprezzeranno questo mal posto senso di superiorità nei nostri confronti”. Il clima insomma è frizzante dalle parti del centrosinistra XXL in versione nuovo Ulivo. Ed è il caos nell’altro campo, il vero obiettivo di Enrico Michetti. Venerdì pomeriggio al Tempo di Adriano il primo faccia a faccia tra i due candidati.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.