Il blitz

Vaccini, secondo attacco ai server del Lazio. Zingaretti: "È il più grave mai avvenuto in Italia"

Pure l'Intelligence si occupa della violazione dei dati avvenuta tra sabato e domenica e che si è ripetuta senza successo dopo 24 ore

Simone Canettieri

Questa notte alle tre un altro blitz ai computer della regione che gestiscono la campagna anti Covid. Sul caso al lavoro anche i nostri 007. Le prenotazioni sono bloccate ma fino al 13 agosto le somministrazioni procedono senza rallentamenti

 

La notte appena passata c'è stato un nuovo attacco ai sistemi informatici della Regione Lazio che gestiscono tutti i dati, a partire da quelli della campagna vaccinale. E' quanto risulta al Foglio da fonti incrociate.

Si tratta di un secondo blitz dopo quello avvenuto tra sabato e domenica, che ha mandato in tilt il sistema di prenotazione anti-Covid.

Chi ha parlato con Nicola Zingaretti riporta il suo sconforto:  "Si tratta del più grave attacco hacker che l'Italia abbia mai subito".

Il tentativo dei pirati informatici è avvenuto intorno alle tre ed è stato respinto

Secondo fonti investigative: le incursioni sono partite dall'estero, dalla Germania.

Attualmente i server regionali sono "dormienti per evitare che il virus, non ancora decriptato, possa diffondersi ancora di più nel sistema". I servizi segreti lavorano a questo caso insieme alle forze di polizia, a partire da quella postale. 

 

Alle 15 il governatore ha tenuto una conferenza stampa per annunciare le prossime mosse e soprattutto le conseguenze di questo attacco. "La campagna vaccinale non si è mai interrotta, sono sospese le prenotazioni", ha detto Zingaretti "La banche dati regionali hanno registrato prenotazioni fino al 13 agosto e stanno andando avanti. Si sta verbalizzando a mano". Le nuove prenotazioni dopo il 13 agosto non possono però essere effettuate fino a quando non sarà ripristinato il server della regione. Non ci saranno ritardi sull'erogazione dei green pass, ha poi detto il governatore, anche grazie all'intervento della struttura guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo: "La struttura commissariale sta lavorando al nostro fianco per il rilascio dei green pass: non ci sono blocchi per i certificati".

 

Zingaretti ha infine precisato che la richiesta di riscatto, di cui hanno dato notizia alcuni giornali, è totalmente infondata. "L'istituzione regionale non tratta con chi sta attaccando, le autorità stanno lavorando alle indagini". 

 

Gli hacker che hanno attaccato il Ced della Regione Lazio non avrebbero avuto accesso alla storia sanitaria dei milioni di cittadini che sono inseriti nel database del sistema sanitario regionale. Lo si apprende da qualificate fonti della sicurezza secondo le quali l'attacco, per quanto riguarda la parte sanitaria, ha colpito il sistema prenotazioni Cup e a quello delle prenotazioni vaccinali. Non ci sarebbe stato un travaso di dati sanitari, anche se i pirati sarebbero comunque entrati in possesso di diversi dati anagrafici. Non sarebbe stata toccata l'infrastruttura informatica che riguarda il bilancio e la protezione civile.

Di più su questi argomenti:
  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.