Radical Salvini

"Salvini è antiregime. Bonafede lo abbiamo denunciato". Parla Turco, segretario dei Radicali

Per gli episodi di Santa Maria Capua Vetere servirebbe una commissione d'inchiesta

Carmelo Caruso

Il racconto della federazione libertina Lega-Partito Radicale, la scelta di Salvini di firmare i referendum sulla giustizia, le carceri anti costituzionali. "Draghi merita la nostra tessera". Intervista a Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale

Lo avrebbe fatto anche “Marco”? “Non so cosa avrebbe fatto ma conosco quello che ha fatto. Io c’ero”. Pannella si sarebbe fidato di questo Matteo Salvini radicale che firma i vostri referendum sulla giustizia e che legge Leonardo Sciascia? “E perché no? E’ stato Pannella che ci ha insegnato ad abbinarci con tutti, al libertinaggio delle idee”. Siete infatti il partito dell’abbinamento impossibile, “radicale”, ma questa volta non è forse il massimo adulterio? “E invece è stato Salvini a sdoganarci. Il Partito Radicale gli dice grazie”. Addirittura? “Si è tornato a parlare di noi”. E però anche voi fate bene a lui. “Ha capito che la giustizia è la più grave questione sociale del paese. E’ un Salvini in evoluzione. Un Salvini ‘antiregime’. Ed è giusto dire che siamo stati noi a cercare lui”. Vale a dire lei? “Ripeto noi”. Vi ha promesso dei seggi? “Sono stato europarlamentare e parlamentare. Ho i miei anni. Non ci ha offerto nulla perché non gli abbiamo chiesto niente”.

 

Adesso si è capito come è nata la “federazione libertina” fra Lega e Partito Radicale? Si chiama Maurizio Turco ed è il segretario dei Radicali che ha fatto cadere Salvini da cavallo. Lo ha convinto a firmare i referendum che il Pd non ha firmato perché c’è una riforma della ministra che si ritiene “perfino più ambiziosa”. Della Cartabia cosa ne pensa? “Che è una ministra da fuochi d’artificio. La vorrei presidente della Repubblica”. Del Pd? “Che non firmando i referendum ha perso tuttavia una grande occasione”. E dell’ex ministro Alfonso Bonafede? “Lo abbiamo denunciato in tutte le procure d’Italia per epidemia colposa. Da quello che sappiamo nessuna procura ha indagato”.

 

Meno di un anno fa, in parlamento, il sottosegretario alla Giustizia del M5s, Vittorio Ferarresi, aveva definito le azioni della polizia penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere “una doverosa operazione di ripristino della legalità”. E’ l’operazione che, a un anno di distanza, sappiamo essere stata la “notte della bastonatura”. La ministra dopo il video ha parlato di “Costituzione tradita”. E prima ancora è stata tradita a Foggia, a Modena, dove erano morti 13 detenuti.

 

Cosa sarebbe radicale per il segretario dei radicali? “Istituire una commissione parlamentare d’inchiesta su questi episodi ma dire anche che, in Italia, tutti i nostri penitenziari, ad eccezione di Bollate, sono contro Costituzione. La recidiva è il fallimento dello stato. Nessun carcere permette la riabilitazione”. Questo è parlare in “radicalese”? “I valori radicali sono valori universali. Grazie al Partito Radicale la polizia penitenziaria è stata un corpo smilitarizzato. E come si vede non è bastato. Abbiamo ancora nel nostro codice norme che portano la firma del re e di Mussolini. Serve una transizione verso il diritto”. L’Anm dice invece “che serve una ferma reazione” contro questo metodo e contro questi referendum che promuovete. “E non è la prova dell’anomalia?”. E’ un’anomalia questo Salvini che in Europa è confuso fra la Le Pen e Orban e in Italia di “diritto”, radicale? “Al momento è il più lealista con Draghi e con la ministra Cartabia”. Cosa avete in comune sull’immigrazione? “E se discutessimo? I suoi toni prendono il sopravvento sulle cose che dice”. Draghi meriterebbe la tessera radicale? “Certo che la merita. Ma la nostra la può prendere chiunque. E’ vera. Costa 200 euro. E’ la tessera universo”.

 

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.