Le reazioni politiche alla "nota" del Vaticano contro il ddl Zan

Da Salvini a Letta, Da Zan a Ostellari. La presa di posizione della diplomazia della Santa Sede mette in subbuglio i palazzi romani

Francesco Cocco

Con una "nota verbale" consegnata il 17 giugno dal segretario vaticano per i rapporti con gli stati monsignor Paul Richard Gallagher all'ambasciata italiana, la Santa Sede ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il disegno di legge contro l'omotransfobia

 

L'inconsueta presa di posizione della diplomazia vaticana contro il ddl Zan ha provocato numerose reazioni nei palazzi di Roma. A partire dal segretario del Pd, Enrico Letta, che a Radio Anch’io conferma l'appoggio a quella che definisce "una legge di civiltà", aprendo però a eventuali revisioni del testo su aspetti tecnici. "Siamo sempre stati favorevoli a norme molto forti contro la omotransfobia e rimaniamo favorevoli al ddl Zan. Siamo sempre stati aperti al confronto in Parlamento e guarderemo con il massimo spirito di apertura ai nodi giuridici". L’autore del ddl, il deputato dem Alessandro Zan, dice che "alla Camera sono sempre state ascoltate con grande attenzione tutte le preoccupazioni e come anche confermato dal Servizio Studi Senato, il testo non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa. E rispetta l’autonomia di tutte le scuole". 

Il Foglio, nel video pubblicato qui sopra, ha parlato con alcuni esponenti politici per sondare le loro posizioni. Monica Cirinnà dice che finora un documento non si è visto e che per ora la linea del Partito democratico non cambia. Davide Faraone di Italia viva punzecchia quelli che fino a oggi “hanno fatto i pasdaran” senza cercare alcun dialogo. Massimiliano Romeo che dice: "È un mese che la Lega chiede di sedersi intorno al tavolo per trovare una soluzione”. Nel video, oltre ai nomi già citati, Sergio Battelli e Danilo Toninelli (M5S), Federico Fornaro (Leu) e Osvaldo Napoli (Coraggio Italia).

   
Matteo Salvini da Lamezia Terme dove ha inaugurato una sede della Lega, ringrazia "il Vaticano per il buonsenso. Lottare contro ogni tipo di discriminazione e di abuso di violenza è nel nostro Dna perché ognuno deve essere libero di amare, vivere e di scegliere come condividere la sua vita", ha detto il leader del Carroccio. "Del Ddl Zan - ha aggiunto - abbiamo sempre contestato il fatto che fosse un bavaglio nei confronti della libertà di opinione. Quindi, se c'è la volontà di ragionare insieme su un testo che non intacchi questo principio e che tuteli da ogni discriminazione noi siamo assolutamente d'accordo".

  

    

"La mia proposta è sempre valida. Riuniamo i presidenti dei gruppi del Senato e i capigruppo in commissione e sediamoci a un tavolo. Le audizioni si possono ridurre. Inauguriamo, finalmente, una fase di confronto, leale e costruttivo. Letta dia seguito a questa apertura e il Pd si sieda al tavolo", risponde al segretario pd il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione giustizia a palazzo Madama.

 

Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani rimanda la questione a Palazzo Chigi: "C’è un Concordato di cui loro chiedono il rispetto, vedremo la risposta del governo". Sempre da FI, Licia Ronzulli plaude all’apertura di Letta: "Era evidente fin dall’inizio che il testo fosse divisivo e a tratti provocatorio. Il dietrofront rispetto all’idea di forzare l’iter parlamentare per approvarlo così com’è è un passo avanti, anche se tardivo e obbligato. Mi auguro che si ammainino le bandierine ideologiche e si lavori per approvare una buona legge".

Dal governo interviene la ministra della Famiglia, Elena Bonetti, cauta: l’azione formale del Vaticano "attiene al rapporto tra stati, quindi evito di esprimermi per il rispetto del rigore dei processi istituzionali".

 

La senatrice grillina Alessandra Maiorino parla di "timori del tutto infondati" perché, spiega, il ddl non vieta di esprimere opinioni ma punisce solo l’incitamento all’odio: "I sacerdoti potranno continuare il loro magistero esattamente come sempre, dato che la propaganda di idee non è toccata dalla legge". E per quanto riguarda l’istituzione della giornata contro l’omofobia, aggiunge, "nessuna scuola sarà obbligata ad avviare percorsi di educazione al rispetto, ma gli istituti saranno liberi di scegliere se portarli avanti oppure no".

"Ascoltiamo anche il Vaticano, ma il Parlamento è sovrano" commenta via Twitter l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini. "Il ddl Zan è una legge di civiltà. Punisce i crimini d’odio e promuove il rispetto. Non c’è rischio per la libertà di pensiero poiché esclude la propaganda di idee". E Carlo Calenda, leader di Azione, definisce "inaccettabili le intromissioni formali della Chiesa nel processo di approvazione di una legge. Penso però  che su questi temi il dibattito debba sempre restare aperto. E la Chiesa ha, ovviamente, pieno diritto di parola".

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