Il caso

Roma caput radio. Michetti, Cento e Marione: i tribuni che piegano la politica

C'è l'ex sottosegretario dei Verdi, ma anche l'ex Nar: sono i personaggi che dominano e conducono il dibattito di tantissimi romani

La Capitale è invasa dalle emittenti che h24 parlano di calcio e politica. Megafoni di cui tener conto. Come dimostra l'idea della Meloni di voler candidare l'opinionista di Radio Radio

A Radio Radio, il trampolino che potrebbe lanciarlo su fino al Campidoglio, non si vede e, soprattutto, non si sente da qualche giorno. La sua striscia pomeridiana è stata sospesa, così come le pillole mattutine. “Non posso parlare. Mi hanno detto di stare zitto. Non posso rilasciare dichiarazioni”, dice al telefono – “da una località fuori Roma” – Enrico Michetti. E’ il tribuno che non convince Matteo Salvini, ma piace a Giorgia Meloni. E’   il prof dalla sparata facile, appena non discetta su codice degli appalti e Tuel. Sui vaccini, sui saluti romani, sugli ebrei, sul razzismo: riemergono da vecchie registrazioni teorie strampalate. Insomma il centrodestra era partito da Giletti e adesso è arrivato a Michetti, e magari non si fermerà qui.  “Riceviamo una cinquantina di messaggi al giorno – raccontano da Radio Radio, solida realtà non solo romana ma anche nazionale grazie a un canale digitale – da quando è uscita la notizia della probabile candidatura del prof: molti ascoltatori sono impazziti, lo vogliono sindaco ”. 

 


Ciò che a Milano sarebbe impensabile, a Bologna impossibile e a Palermo romantico, a Roma è normale. Le onde medie producono i veri re dell’Urbe. Personaggi unici.  Che parlano di calcio h24: Roma e Lazio, Lazio e Roma. E in mezzo la politica. Araggi, ameloni.    

 

D’altronde il fu garage del ceto medio rimane la città del traffico. E quindi delle radio. Ascoltatissime.  Ovunque. Dai  tassisti come dagli autisti dell’Atac (ovviamente mentre guidano) e poi i tifosi, trasversali per definizione, dai rider a chi è a rischio tassa di successione. Si parla, si interviene, si straparla. “Io sono contro il populismo radiofonico, ho la mia storia politica e non la nascondo. Dopodiché la sinistra dovrebbe avere meno puzza sotto il naso”, dice Paolo Cento, detto er piotta dagli amici, già sottosegretario all’Economia dei Verdi e dal 2012 voce inconfondibile di Radio Roma Capitale (“circa 40 mila contatti quotidiani”), sorella di Radiosei (monotematica sulla Lazio) e ReteSport (risposta romanista). Dice di non sentirsi un tribuno, Cento.

 

 

Stessa cosa Marione, altro personaggio, conosciutissimo nella Capitale: sicuramente più di quattro assessori messi insieme o di un ministro. Da oltre venti anni porta avanti “Te la do io Tokyo” su Radio Centro Suono Sport. E’ considerato un opinion leader, se ti attacca (che tu sia un giornalista o un politico) decine di haters ti vengono a trovare su Facebook. E’ il suo popolo, la sua base, il suo alto gradimento umorale.  E allora si potrebbe candidare anche lei, no? “Io non posso: fortunatamente sono stato interdetto a vita dai pubblici uffici”.

 

Marione (che di cognome fa Corsi) è un ex Nar, già amico di Massimo Carminati  e con un personaggio che si ispira a lui nella serie Suburra, entrato e uscito, e a volte rimasto impigliato, nelle  trame nere degli Anni ‘70.  “Io non ho mai votato perché detesto tutti. Quindi non voterei nemmeno questo Michetti,  a cui comunque sto ricordando nella mia trasmissione un po’ di sparate che ha detto: quando ci vuole, ci vuole. E comunque pensare che ci sia gente disposta a votare uno che ascolta in radio mi spaventa”.

 

Marione è in grado di scatenare campagne violentissime: come quella sullo stadio della Roma.  (“La Raggi per essere intervistata voleva avere prima le domande e le ho detto di no”).

 

 

Parlando dei giallorossi in questi anni ha avuto a che fare con Berlusconi (“mi fece attaccare dai giornali amici”) e da sempre ha i politici romani fuori dalla porta che gli chiedono  un po’ del suo microfono. Un megafono. “Noi cerchiamo di essere più che equilibrati, perché facciamo informazione imparziale, ma sicuramente in questa città le radio contano come in nessun altro posto”, dice Marco Fabriani, direttore diTele Radio Stereo, storica emittente capitolina di Edoardo Caltagirone, fratello minore di Francesco Gaetano. E intanto Radio centrodestra dà Michetti in calo come candidato: il bello della diretta.
 

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