Il caso

Ricorsi, diffide, appelli: sognando il M5s Conte per ora fa il tour dei tribunali

L'ex premier continua a passare il tempo a leggere carte e studiare strategie e Vito Crimi è ritornato a fare il cancelliere del tribunale tra una pratica e l'altra

Simone Canettieri

Il tribunale di Cagliari per la questione del curatore speciale, ma anche quello di Milano per il ricorso d'urgenza. E poi c'è il verdetto del Garante per la privacy: la leadership grillina è diventata una faccenda per studi associati 

Non è politica, è giudiziaria. Allora: il M5s chiede al tribunale di Cagliari di revocare la nomina del curatore speciale (Silvio Demurtas, avvocato-pastore con “trenta pecore e qualche maiale”), ma intanto la procura sarda potrebbe indire il voto del direttorio su Rousseau. Poi: sempre in queste ore si attende che il Garante per la privacy, a Roma, risponda sui dati degli iscritti che Davide Casaleggio non molla. E il tribunale di Milano? C’è l’idea di un ricorso d’urgenza, ex articolo 700.  

 

Giuseppe Conte sognava di girare il paese, ma intanto corre il tour dei tribunali. C’è da immaginare dunque che anche il “grande evento online in programma ai primi di maggio”, annunciato il mese scorso dall’ex premier, debba slittare. Un continuo scivolamento di date, parallelo però alle scadenze della giustizia di ogni ordine e grado, chiamata  a dare un parere sul partito di maggioranza relativa dell’Italia. 

 

E quindi la rivoluzione gentile del “nuovo Movimento” oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. Un clima di attesa che paralizza tutto e annoia un po’. Nulla si muove. Compresa, per esempio, la nuova sede del M5s, trovata nei pressi del Parlamento, in via di Campo Marzio: bella, grande, funzionale e inseritissima tra i Palazzi, ma insomma non ancora accessibile. “Per il momento è un’altra faccenda congelata”, ammette chi sta vicino a Giuseppe Conte, senza più avere nemmeno il coraggio di chiedergli se ci sono novità. 


E così nel giorno in cui l’Italia riapre ancora un po’, il M5s è un bocciolo che non si schiude. Un argomento da macchinetta del caffè per avvocati, giuristi, notai, docenti di diritto e cancellieri (Crimi, d’altronde, prima lavorava al tribunale di Brescia e per ironia della sorte sembra essere tornato a fare questo lavoro: ordina pratiche, si interessa di pec, marche da bollo e via discorrendo, vostro onore). 

 

Sicché Conte è alle prese con questo grand tour leguleio. Altro che azzeccagarbugli, qui si corre per la maglia rosa dei tribunali. Si stanno sommando talmente tante strade (e aule) che nessuno tiene in mano il bandolo della matassa. A Cagliari c’è un curatore speciale nominato dal tribunale che, solleticato dai giornalisti, dice di essere legittimato, qualora servisse, anche a salire al Colle per le consultazioni. Sempre al tribunale sardo si stanno rivolgendo i legali del M5s per chiederne la revoca.

 

E sempre qui, sull’isola maledetta per Grillo e i grillini, la procura potrebbe decidere di imporre a Rousseau il famoso voto sul direttorio che alla fine non c’è mai stato. La giustizia va a rilento. Ed è meglio appellarsi al Garante per la privacy Pasquale Stanzione, un giurista chiamato a dirimere una faccenda che ormai di politico ha poco. Crimi è il capo del M5s? Davide Casaleggio può dargli il database degli iscritti a Rousseau che poi sono quelli del Movimento? Ieri sera scadeva la diffida dei grillini al figlio di Gianroberto che, attenzione, davanti a un parere sfavorevole potrebbe appellarsi al Tar per lo stop. E quindi come se ne esce? Dopo aver passato un pomeriggio a parlare con avvocati e studi legali nessuno è in grado di dire l’ultima parola. Ma questo non è che un assaggio: basti pensare alle prossime amministrative: al momento di presentare le liste elettorali il M5s dovrà depositare il simbolo. Che per ora ha incorporato la scritta “blog delle stelle”, nel frattempo non più dei grillini ma di Casaleggio. Sognavano Orwell, sono finiti a “Un giorno in pretura”.
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.