Il retroscena

Casaleggio e il discorso di Conte: "Non mi riconosco più nel M5s, e non è per soldi"

Simone Canettieri

Il commento di mister Rousseau dopo le parole del futuro leader all'assemblea grillina: le distanze sono incolmabili. E intanto gira la voce di un faccia a faccia domani tra Grillo e l'ex premier a Bibbona

"Non mi riconosco più nel M5s. E non è un problema di soldi". Davide Casaleggio a chi gli ha fatto gli auguri di Pasqua ha infilato, tra un discorso e l'altro, questa riflessione. Più che altro una constatazione. Segno che il discorso di Giuseppe Conte agli eletti di giovedì scorso non ha complicato né migliorato lo stato della trattativa tra il presidente di Rousseau e il resto del mondo grillino. Niente di nuovo: le distanze rimangono incolmabili. Preso d'atto, stallo.

Sembrano dunque ormai due mondi che non si toccano e che non dialogano, quelli dell'ex premier futuro leader del "nuovo Movimento" e quelli del figlio di Gianroberto, in aperto conflitto con l'universo grillino per una questione di soldi (poco meno di 500mila euro), ma a questo punto anche di merito.  Conte giovedì scorso ha parlato appunto di "neo movimento" e ha mandato messaggi chiari alla trasparenza della democrazia diretta.

In mezzo c'è Beppe Grillo che è pronto alla transizione politica, ma che continua a battere su un principio non derogabile che piace, e assai, a Casaleggio jr: il no alla deroga dei due parlamentari per i parlamentari.

E' vero però che Conte ha fretta e spinge per dare forma alla sua nuova creatura, ma si trova sempre lì: non è il capo politico del M5s, lo statuto non è stato ancora modificato, Rousseau si ostina a non mettere sulla piattaforma la votazione per cambiare la governance. Ecco perché si rincorrono le voci di un vertice domani a Marina di Bibbona, nella villa toscana di Grillo, tra il Garante e Conte. Le televisioni sono già allertate, ma chissà. Il ricorso ai tribunali sembra l'ultimo problema, la faglia è politica e si sta tutti ancora sospesi.  

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.