Le due ragioni per le quali il Pd non può essere sereno
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12 MAR 21

Foto LaPresse
"Il Pd non può stare sereno per almeno due ragioni diverse", ha detto il direttore Claudio Cerasa ospite a Omnibus su La7. "La prima riguarda le geometrie del nuovo governo, nelle quali il Pd pur essendo il partito più vicino al pensiero di Mario Draghi è l'unico che in queste settimane ha dimostrato di essere a disagio ed è l'unico che non è riuscito a cambiare qualcosa. E deve cambiare perché colui che sino a qualche settimana fa era il federatore del patto con i Cinque stelle, Giuseppe Conte, è diventato un competitor, per questo il Pd deve iniziare una competizione con il M5s e non soltanto una riconciliazione. Il secondo elemento riguarda il rapporto con la Lega perché in questi anni il Pd è stato considerato il partito argine all'avanzata del populismo antieuropeista e sovranista del centrodestra a trazione salviniana".
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Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.