Il caso

Cesa indagato. "Mi dimetto da segretario dell'Udc"

Perquisita la casa del leader centrista, si complicano le trattative per rafforzare la maggioranza.

Simone Canettieri

La notizia in piena crisi. Il Pd: precipitiamo verso il voto. La difesa del leader centrista: "E' un fatto risalente al 2017"

Toc toc: nel bel mezzo della crisi di governo piomba un'inchiesta della procura di Catanzaro sulla 'ndrangheta che tocca anche l'Udc di Lorenzo Cesa, fulcro delle trattative in queste ore: i suoi senatori centristi sono molto ambiti da Giuseppe Conte per cercare di costruire una maggioranza in Senato dopo lo strappo di Matteo Renzi. Tra gli indagati dell'operazione Basso profilo, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe proprio Cesa: questa mattina è stata perquisita la sua casa romana dal personale della Dia. L'inchiesta è condotta dal procuratore Nicola Gratteri, paladino del M5s e di Nicola Morra, presidente della commissione antimafia. Nel corso della conferenza stampa degli inquirenti viene indicato che è associazione per delinquere semplice (e non concorso esterno in associazione mafiosa come battuto dalle agenzie in un primo momento) il reato contestato al segretario nazionale dell'Udc.

  

La notizia, in ogni caso, è piombata come un macigno all'interno delle forze di maggioranza. I pochi commenti che trapelano dal Pd sono di questo tenore: "Stiamo andando verso il voto a mille all'ora". Ci sono da capire ora le reazioni del Movimento. E cioè se i grillini saranno disponibili a perdonare Lorenzo (Cesa) sconfessando Nicola (Gratteri) pur di salvare il governo.

 

Ecco la difesa di Cesa: "Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell'operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato".

 

Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc,commenta l'iscrizione di Lorenzo Cesa nel registro degli indagati nell'ambito della operazione 'basso profilo' condotta dal procuratore Gratteri: "Lorenzo Cesa è un galantuomo,lo conosco da decenni e sulla sua onestà metto la mano sul fuoco. Suppongo che la sua iscrizione nel registro degli indagati sia un atto dovuto in quanto segretario che ha presentato le liste Udc in Calabria, al cui interno erano gli arrestati. Per fortuna Gratteri è un magistrato autorevolissimo e stimato per la sua autonomia,sono dunque sicuro che la vicenda si chiarirà in tempi rapidissimi".

I senatori che fanno riferimento a Cesa in Senato sono tre: Paola Binetti, Antonio Saccone, Antonio De Poli. Ora cosa faranno? 

Di più su questi argomenti:
  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.