La grottesca caccia al fruitore “politico”

Fatto (male) il bonus arrivano i controlli. La riedizione della “Casta” è inutile
di
10 AUG 20
Immagine di La grottesca caccia al fruitore “politico”

Foto Ansa

Il racconto polemico, la ricerca della magagna, sul bonus per le partite Iva ha improvvisamente cambiato di segno. Fino a domenica scorsa ci si indignava, con ricorrenti inchieste e testimonianze di delusi, per i soldi che non arrivavano. “Sto ancora aspettando i 600 euro” era la frequente lamentela del professionista tipo, riportata con speciale zelo dai giornali vicini all’opposizione. Improvvisamente lo scenario si è rovesciato. Cinque parlamentari, poi ridotti a tre, spifferati dall’Inps come destinatari del bonus hanno fatto sparire tutte le vicende di burocrazia e di lungaggini per spostare l’indignazione sulla loro stessa dabbenaggine o, a essere più critici, sulla loro scorretta scelta di richiedere comunque, pur avendo un reddito alto e garantito, il famoso sostegno. Allora passi un pochino di indignazione (ma non esagerata) e dopo però si riconosca che le regole del bonus per gli autonomi sono state scritte per fare in modo che ci fossero tempi veloci di istruttoria e di erogazione. Non era facile perché non esisteva nessuna legislazione precedente di riferimento. Quindi si trattava di inventare regole nuove cercando di limitare gli abusi ma evitando di dare potere di interdizione a questa o quella burocrazia. Per il resto ci si appellava alla saggezza e alla capacità di raziocinio, ma avvisando tutti, già nella prima fase, che i controlli successivi ci sarebbero stati, e da quei controlli (e non da oscure manovre per influenzare il voto referendario) sono emersi i parlamentari ed emergeranno altri fruitori inopportuni o ai quali imporre anche la restituzione.
Così la vicenda si circoscrive e si relativizza. Si fa volentieri a meno invece della recrudescenza anti casta, dei sanguinari in cerca dei nomi, dei nomi e cognomi per cacciarli subito!, delle evocazioni di pubblici supplizi, con il peggiore repertorio di Gian Antonio Stella subito squadernato tra mangiatori seriali di panini alla buvette e bottiglie da 112 euro. Un modo grottesco per mostrare su quali meschinissime ragioni si sia innestata la nostra rivoluzione contro la politica. Volevano rinverdire i fasti del noto e noiosissimo bestseller sui gettoni di presenza, ci hanno fatto vedere invece quanto sia invecchiato male.