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apologo romano sul grillismo

La missione mancata di Vito Crimi, che s'è perso lungo la Tuscolana

La presidente grillina del VII municipio lascia il M5s ma continua a governare coi voti del M5s. Lo zampino di Paragone, il sogno dell'Italexit, un capo politico che vorrebbe, ma nun je la fa

1 Agosto 2020 alle 06:04

La missione mancata di Vito Crimi, che s'è perso lungo la Tuscolana

Vito Crimi con Virginia Raggi (foto LaPresse)

Dicono che in realtà volesse andarci, da quelli. Che le cose le voleva sistemare, lui. E allora li avrebbe affrontati, ci avrebbe discusso, li avrebbe persuasi, in fondo, pensava, sono pur sempre il reggente, il capo politico del M5s, in pratica l’erede di Luigi Di Maio, mica cotiche. E insomma, forte dell’autorità conferitagli dal Casaleggio, avrebbe convinto lui quei consiglieri del VII municipio: “Guardate che non potete continuare così. Dovete aprire la crisi”. Solo che poi Vito Crimi ci ha...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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