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Le porcherie rimosse contro Berlusconi

“Accanimento ad personam”. “Insostenibile assenza del Quirinale”. “Sentenza del quarto mondo”. Sono passati 7 anni dalla condanna per i diritti Mediaset e noi oggi ripubblicheremmo quei titoli di giornale sul Cav.: chi può dire altrettanto?

30 Giugno 2020 alle 20:50

Le porcherie rimosse contro Berlusconi

Agosto 2013, Silvio Berlusconi partecipa alla manifestazione organizzata dai suoi sostenitori sotto Palazzo Grazioli (foto LaPresse)

All’epoca ero berlusconiano, mi definivo servo libero, per vent’anni avevo preso cappello ogniqualvolta magistrati e giudici davano segno di accanimento persecutorio e politicizzato contro la classe dirigente democratica e contro il Cav. I titoli dei commenti alla sentenza di condanna per i diritti Mediaset, detta anche sentenza Esposito dal nome del presidente del collegio giudicante della sezione feriale, a causa dei quali subimmo ingiuste condanne penali e civili, con transazioni in denaro “per una serena vecchiaia” (Davigo) dei nostri contraddittori...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • GiovaG

    02 Luglio 2020 - 08:14

    Forza Ferrara! Lei è stato capace di abbandonare una nobile tradizione familiare, a cui certamente erano legati affetti profondi, e lo ha fatto molto prima che i suoi ex compagni di partito constatassero l’assurdità di una ideologia. Lei ha abbandonato il comunismo molto prima dei vari Fassino, Occhetto, D’Alema, e in modo assai più elegante, senza cadere negli eccessi della ideologia opposta. Un altro piccolo sforzo. Capisco la gratitudine, merce rara nel mondo di oggi, che le fa onore ma non deve oscurare il pensiero. Capisco anche il divertimento di agghindarsi con mutande finte per difendere uno che ha portato le mutande vere nei luoghi austeri della democrazia e del potere, per toglierle e farsi vedere nudo, nudo come un verme, non solo dal bambino, ma da chiunque. Forza Ferrara! lo ammetta: l’idea di Berlusconi Presidente della Repubblica (ci mancherebbe la dolcezza, la signorilità di quel “Giovanni, anch’io non vado dal barbiere”!) le fa rivoltare lo stomaco come a me.

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  • Cacciapuoti

    01 Luglio 2020 - 19:50

    Yahoo Rinty!

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  • GiovaG

    01 Luglio 2020 - 17:13

    Al servo libero (strano ossimoro) Ferrara (l’incipit: “All’epoca ero berlusconiano …” fa pensare che poi sia rinsavito) non suona strana la notizia di un giudice di Cassazione che va a giustificarsi con il condannato per avere partecipato a una sentenza a cui ha dato il suo contributo (unanimità), e, ingenuamente, si fa registrare? Non sembra strano che le registrazioni siano diffuse l’anno dopo la morte del giudice e dopo tanto tempo dai fatti? Perché le conservavano? Per quale motivo quel giudice aveva bisogno di “confessarsi” a casa di Berlusconi? Non sarebbe stato più corretto confessarsi in chiesa o, meglio ancora, dimettersi? Le registrazioni sono complete? Ci sono anche le parti che, eventualmente, non convengono al condannato? Perché non sono state presentate in sede di ricorso alla Corte europea?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    01 Luglio 2020 - 15:48

    Le dichiarazioni, sfogo che emergono dagli audio del relatore Amedeo Franco, deceduto nel 2019, hanno un testimone ancora vivente, un magistrato. Ovvio che il collegio di difesa di Berlusconi, sappia chi sia. Lo sanno anche altri: quello che scrive sul FQ e il balbettante azzeccagarbugli Travaglio che ha messo le mani avanti dicendo che la sentenza del tribunale civile di Milano riguarda altro. Ovviamente tutta la malmostosa ciurma che ha ordito la trama per eliminare il Cav, non potrà che negare, negare l’evidenza, ogni fatto che possa evidenziare lo sconcio intreccio dei giochi di interessi terreni e di potere che la cementava. L’aspetto morale? Tacere è bello. I giornaloni on line, già scomparso. La Commissione d’inchiesta? Ammesso si faccia, la malmostosa ciurma la renderà una formalità inutile. Allora? Viva Arlecchini e burattini, grossi e piccini, viva le maschere d’ogni paese, viva l'effimero del fine mese. Pessimista, macché. Sono nato nel 1931, sarà l’età.

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