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Lo spasso del M5s contro la cultura del sospetto, ora che i sospettati sono loro

Il caso dei presunti finanziamenti venezuelani apre un nuovo capitolo del romanzo di formazione dei Cinque stelle

16 Giugno 2020 alle 10:11

Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ospite a Omnibus su La7, parla del caso del presunto finanziamento del M5s da parte del regime del Venezuela: "In queste ore i grillini stanno combattendo la cultura del sospetto da loro creata", dice. "Il caso è interessante, non per l'aspetto sottolineato da molti, che riguarda un movimento di moralizzatori che vengono moralizzati. Ma perché fa parte dello spassosissimo romanzo di formazione dei Cinque stelle, che negli ultimi anni sono passati per le seguenti posizioni: erano contro l'Europa, sono per l'Europa. Erano contro l'euro e sono a favore dell'euro. Erano contro le alleanze con tutti i partiti e si sono alleati con tutti i partiti: col Pd, con la Lega, persino con Forza Italia in Europa. Erano contro il proporzionale, ora lo appoggiano, erano contro l'idea che il movimento potesse diventare un partito e ora Dibba, il più 'rivoluzionario' dei leader grillini, propone un congresso. Adesso tocca alla battaglia contro la cultura del sospetto. Non sappiamo se l'inchiesta avrà verifiche successive ma la battaglia del M5s oggi è contro quel mostro alimentato per anni dallo stesso M5s. Quel sospetto che per loro era anticamera della verità, e in virtù del quale anche in assenza di condanne richiedevano le dimissioni, oggi lo combattono e dicono che si è innocenti fino a prova contraria".

 

C'è poi un botta e risposta tra Giulia Grillo, deputata M5s, e Claudio Cerasa: "Fate tutto questo per attaccare il M5s", dice l'ex ministro della Salute. La risposta: "Avete alimentato voi la cultura del sospetto".

  

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    16 Giugno 2020 - 14:45

    Purtroppo il così detto ma molto apparente progresso ha abolito sane abitudini popolari che vigevano qual 3/4 secoli addietro. Metti Savonarola ,ruppe tanti gli zebedei che anche i suoi più fedeli seguaci persero la pazienza e lo abbruciarono . Oggi circolano in Italia molti finti e ingannatori moralisti che doverebbro fare la fine di Savonarola. Ahinoi non c'è più religione. Io ho individuato oggi alcuni moralisti eccessivi che forse non abbruciati ma bastonati sì e deppiù. Giudizio da liberale e libertino .

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